Uomini e topi, Micromega del 5 marzo

Allora, diciamolo subito, non avevo nessuna  intenzione di parlare del Coronavirus. Intanto  perché passo tutto il giorno – giustamente,  direi – a lamentarmi del fatto che, poiché  uno vale uno, sono tutti lì a impancarsi a epidemiologi  e a magistrati di sanità, diffondendo notizie  tossiche, pericolose per lo spirito pubblico, poi però  appena capita l’occasione, zac, anche io ci casco e  faccio il Burioni di quartiere. In secondo luogo niente  Coronavirus, mi ero detto, perché si colgono già i  primi sintomi da saturazione informativa, nel senso  che io stesso, facendo zapping, tendo ormai a tirare  via sul Covid 19. Non ultimo, a scrivere di Coronavirus  per un settimanale si rischia di fare anche delle  figure barbine, perché magari la prendi troppo seria  e nel frattempo la situazione, nel giro di 24-48 ore, si  è rasserenata, oppure, viceversa, ci metti un po’ di  zucchero o addirittura di ironia, e nel frattempo ti  scoppia fra le mani una pandemia degna della peste  nera. No, meglio di no.  Però... c’è un però, ed è grande come una casa,  perché a differenza, ad esempio, di quello che è accaduto  con il terremoto del 2012, che era oggettivamente  e visibilmente, senza possibilità di fraintendimento,  una cosa grave (e ingiusta), su cui fare pochi  ricami, qui, nel caso dell’epidemia para-influenzale,  c’è una non banale e fecondissima discrepanza  fra la realtà di fatto e quella percepita. Detto in altri  termini, il terremoto è stato un fenomeno geologico  con un impatto anche psicologico, il Coronavirus è  una vicenda biologica (grave? non grave?) che sta  fungendo da pretesto e catalizzatore per una ricca,  variegata e potenzialmente infinita rielaborazione  di carattere culturale ed emotivo. 

L'accesso è riservato agli Abbonati

Se sei già abbonato, accedi per vedere l'articolo completo

Accedi

Accesso completo al sito, più la
versione digitale annuale

Vi permette di accedere a tutti i contenuti web di VOCE.it e di ricevere il settimanale digitale in formato PDF direttamente al vostro indirizzo mail. Costo Annuo 49€

Accesso completo al sito, più la
versione cartacea e la versione digitale annuale

Vi permette di accedere a tutti i contenuti web di VOCE.it e di ricevere il settimanale stampato a casa o in azienda e la versione digitale in formato PDF direttamente al vostro indirizzo mail. Costo Annuo 65€

Accesso completo al sito, più la
versione digitale mensile

Un mese dell’universo digitale di VOCE al prezzo di 5 euro: comprende la ricezione della newsletter quotidiana VOCE Città con tutte le notizie del giorno, del settimanale VOCE in pdf ogni venerdì e l'accesso a tutti i contenuti di voce.it riservati agli abbonati tra cui articoli (anche dall’archivio), interviste, rubriche e i VOCE Podcast. (non comprende la lettura di VOCE Mese) Costo Mensile 5€