Deluso da Zingaretti

Deluso da Zingaretti

Sono stato al comizio di Zingaretti, davanti al palco ho visto delle brave e pazienti persone, ancora speranzose, di là il Sindaco ha scaldato i cuori, poi sappiamo che quando è ora di fare, la cosa si complica: avrei preferito sentire le cose buone fatte e quelle promesse ma non fatte che si andranno a recuperare, sano realismo, piedi per terra. La delusione è stata per l’intervento del Segretario nazionale. Retorica al massimo, forse anche vecchio stampo Frattocchie: ricerca del nemico, noi siamo i migliori, dopo di noi il diluvio, strumentalizzazione dei dati: il Pil non cresce più (ma in quale paese Europeo industrializzato sta crescendo?) 12,5 miliardi di maggiori interessi pagati per l’aumento dello spread (a dire il vero è il valore tendenziale se si mantengono questi tassi, ora siamo a 3, 5 miliardi) eccetera. 

Il modo di comunicare, simil Salvini: la Lega lavora sulla paura per la sicurezza, Zingaretti sulla paura di Salvini, del fascismo (non dobbiamo dimenticare che si era fatta la stessa cosa con Berlusconi, ma non era finita proprio bene). Paura contro paura. E domani cosa facciamo? Non è dato sapere, resta la logica dei pop corn di renziana memoria: speriamo negli errori di chi governa e sulla congiuntura sfavorevole. Poi forse torniamo noi, a fare cosa? Vedremo dopo. Politica del consumismo, cosa va oggi? Promettiamo quello. Non si vede alcun cambiamento, manca l’analisi di cosa si è sbagliato, del motivo del consenso di 5 Stelle e Lega, senza questa presa di coscienza non si può creare un futuro nuovo. Ho la sensazione che le competenze non dimorino più nella politica: nella vita comune quando si propone una cosa bisogna anche dire come si realizzerà, in politica mi pare non sia così. Veramente deluso, se va avanti così non voto più. Mi correggo, voterò solo quando percepirò un’emergenza vera, tipo referendum per uscire da Euro e Unione Europea.

Claudio Pirondi - Carpi

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