Bugiarda

Bugiarda

di Ayelet Gundar-Goshen

Ayelet Gundar-Goshen, laureata in Psicologia clinica a Tel Aviv, redattrice di uno dei più importanti giornali israeliani, sceneggiatrice e attivista per i diritti civili, è divenuta famosa con il romanzo “Svegliare i leoni” in cui ha descritto in modo puntuale e profondo le debolezze dell’animo umano e le ferite provocate dal senso di colpa. Anche in questo suo ultimo libro la scrittrice mostra una abilità sorprendente nello scavare con una attenzione da cesellatore tutte le pieghe più intime del pensiero, delle paure, delle emozioni. 

La storia è questa. Nufar è una ragazzina graziosa e complessata che durante l’estate che precede l’ultimo anno di liceo lavora in una gelateria: ha una famiglia tranquilla, una sorella di poco più giovane e molto bella, una sfilza di delusioni avute dall’amica del cuore che l’ha snobbata, dal ragazzo per cui ha una cotta che non la considera, dai rapporti con la gente in generale. Un giorno entra per comprare un gelato Avishai Milner, un cantante che è stato famoso per breve tempo dopo aver vinto una di quelle gare canore destinate a creare meteore che purtroppo durano una sola stagione: è arrabbiato per l’ennesimo rifiuto a partecipare a un programma, il suo agente gli manda un messaggio che fa crollare un sogno tanto atteso e lui se la prende con la giovane gelataia, dicendole cose terribili e facendola scoppiare in lacrime. Lei scappa nel cortile, lui la segue semplicemente perché pensa che lei non gli abbia dato il resto e l’afferra per un braccio, lei comincia a gridare attirando l’attenzione di una soldatessa che sta passando lì vicino. In commissariato la consolano, la spingono a parlare e di lì a poco tempo, la notizia che il cantante ha tentato di violentare una minorenne che coraggiosamente ha gridato e ha denunciato il fatto esce su tutti i giornali. Nufar diventa un caso mediatico, ma non solo: la sua bugia migliora la situazione di molte persone intorno a lei, che si trovano a essere più o meno complici di questa menzogna, perché tutta l’impalcatura su cui si reggono il mondo, la storia, le relazioni fra la gente è un’impalcatura bugiarda. “Qualcun altro sa dove devi andare. Qualcun altro ha la responsabilità di fartici andare. Se solo le avessero afferrato la mano per trascinarla all’ufficio dell’investigatrice. Invece aveva diciassette anni e si trovava sul ciglio di una strada affollata. Affidata a sé stessa. Libera di andare dove desiderava. Libera di restare ferma e muta.” 

"Bugiarda” è un romanzo che si legge d’un fiato, come se fosse un giallo: ma in queste belle pagine siamo tutti noi lettori a essere sia le vittime che i colpevoli.

88 visualizzazioni