I racconti delle donne

Annalena Benini

I racconti delle donne

Einaudi 2019

Annalena Benini, giornalista e scrittrice, scrive per Il Foglio e ne ha ideato e curato l’inserto Il Figlio che si occupa di letteratura, cultura, storie. Ospite molto applaudita dell’ultima edizione della Festa del Racconto, sabato 1 giugno ha tenuto insieme a Francesco Piccolo un reading presso il Teatro Comunale, in cui sono stati letti e presentati romanzi e canzoni che hanno fatto ridere e commuovere il pubblico e il giorno seguente è stata intervistata dalla brava Alessandra Tedesco di Radio 24 insieme a Loredana Lipperini. Nel cortile della Pieve si è parlato dunque di donne: la Lipperini ha presentato il suo ultimo libro “Magia nera” (Bompiani 2019) e Annalena questa raccolta di racconti di cui ha non solo curato l’introduzione, ma ha anche commentato in modo puntuale, profondo e sentito ognuna delle storie. 

Le donne di cui si parla e di cui sono stati scelti i racconti sono Alice Munro, Natalia Ginzburg, Joan Didion, Dorothy Parker, Elsa Morante, Margaret Atwood e molte altre; sono state raccolte storie molto diverse fra loro, ma che hanno in comune un filo conduttore apparentemente sottile: un momento nella vita in cui c’è una sorta di rottura, una scelta, un passaggio. Ogni racconto sembra mettere in evidenza e narrare un aspetto intimo e inconfessato delle varie pieghe dell’interiorità femminile, mettendolo a nudo e trasformandolo in immagini e parole. Vediamo quindi la passione, la gelosia, l’invidia, leggiamo la triste vicenda della poetessa Saffo trasportata ai nostri giorni, soffriamo per la lenta constatazione della fine di un amore, viviamo nelle pagine lo scavo in un segreto che affiora inesorabilmente e cambia la vita. “Ma a me non è mai successo d’incontrare una donna senza scoprire poco dopo in lei qualcosa di dolente e di pietoso che non c’è negli uomini, un continuo pericolo di cascare in un gran pozzo oscuro, qualcosa che proviene proprio dal temperamento femminile, qualcosa che capivo molto bene perché ho anch’io la stessa sofferenza da tanti anni e soltanto da poco tempo ho capito che proviene dal fatto che sono una donna e che mi sarà difficile liberarmene mai.” 

Queste parole di Natalia Ginzburg sembrano riassumere e riunire lo spirito che anima le storie che Annalena Benini ha commentato: in ognuna di esse appare, anche se spesso impercettibile e relegato sullo sfondo, quel pozzo nero che sembra essere la condanna di ogni donna, quel pozzo che gli uomini non conoscono e non hanno mai conosciuto. Forse, si intuisce fra le pagine e fra le esistenze spesso tormentate delle scrittrici di questa raccolta, è proprio quel pozzo oscuro che diventa, oltre a esserne la condanna, la grande ricchezza di ogni donna, anche di chi non ha mai potuto o saputo raccontarsi con le pagine scritte.

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