Addio fantasmi

Nadia Terranova

Addio fantasmi

Einaudi 2018

Ida vive a Roma da molti anni: lavora, conduce un’esistenza apparentemente tranquilla e a modo suo serena, anche se lo strano rapporto con l’uomo affettuoso e paziente con cui è sposata fa immaginare fin dalle prime righe che nel passato della donna vi sia qualcosa di irrisolto, quasi una grande ferita che non riesce a rimarginarsi. La madre un giorno le telefona per chiederle di tornare per qualche tempo a Messina, infatti la casa in cui ha trascorso infanzia e giovinezza ha bisogno di una ristrutturazione importante ed è meglio che sia lei a decidere “cosa tenere e cosa buttare” fra oggetti, vestiti, mobili in vista di un’eventuale vendita dell’appartamento. Così Ida torna nella sua città natale e viene subito invasa dal passato, in modo particolare dal trauma che ha segnato per sempre la sua vita: suo padre infatti, un professore di liceo che soffriva di depressione, quando la figlia aveva tredici anni è sparito da casa, senza lasciare traccia, senza dare più nessuna notizia di sé. Ida non è mai riuscita a elaborare questo lutto che non è un lutto, perché non c’è stato funerale, non ci sono un corpo e una tomba su cui piangere. Questo grande buco nero, questo vuoto enorme che ha condizionato la sua vita, le sue scelte, il suo rapporto con gli altri sembra emergere ancora più forte nella casa della sua infanzia, quella casa che viene sentita come testimone e compagna silenziosa anche dopo molti anni. “Il nome di mio padre restava nel piatto della cena, si nascondeva nella frutta decomposta della credenza; l’uomo che era stato mio padre guardava la nostra vita e avrebbe continuato a farlo per sempre.” 

Profonda indagatrice dell’animo umano, la scrittrice racconta la storia di una donna, la sua voglia di capire, di governare il passato dandogli un nome e una collocazione, racconta quanto sia complesso misurarsi con le azioni di chi ci sta vicino, comprenderne le debolezze e i punti oscuri. La prosa è essenziale, affilata come un bisturi e nello stesso tempo ricca e potente: lo scavare nei pensieri, nei risultati della propria vita ha a volte la forza di un trattato filosofico; il paesaggio di una Sicilia lontana dalle guide turistiche e dai luoghi di vacanza è persino commovente. Sono umani e ricchi di tristezza i tentativi di Ida di comprendere ciò che non può essere compreso, così come triste e umana è la storia che una notte le racconta Nikos, il garzone figlio del muratore che deve realizzare la ristrutturazione del tetto. 

Un romanzo veramente bello, ben scritto, che ti rimane dentro a lungo dopo l’ultima pagina.

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