La Borsa delle parole 1, Diario Minimo del 9 gennaio 2020

PLASTICA – Un materiale per cui non esistevano ancora termini di paragone (caro come l’oro, duro come il ferro, pesante come il piombo): è ora di dare una dignità comparativa anche alla plastica. E i fatti ci aiutano: inquinante o invasivo come la plastica. La fortuna commerciale della plastica dipende dall’essere leggera ed economica: che sia leggera lo dimostra il fatto che galleggia sull’oceano, dove nel tempo si sono formate isole di plastica grandi come metropoli e che un giorno forse, se la popolazione mondiale continua ad aumentare, potrebbero diventare una alternativa low-cost alla colonizzazione di Marte. Che sia a buon mercato, invece, no: se è vero, come dicono gli esperti, che pagheremo i costi di questa “domestica invasione” per generazioni. E così, improvvisamente, l’amata plastica si è trasformata nella nostra peggior nemica, precipitando nel girone infernale del suffisso free: al punto che oggi tutti, dalle celebrità agli studenti delle elementari, dichiarano di sognare un mondo plastic-free. Ci siamo tutti convinti che sia arrivato il momento di fare qualcosa: a cominciare da una bella tassa sulla plastica (appena lo ha saputo, la Marini ha avuto un attacco di panico). Anche gli sportivi dovranno dare il buon esempio, calciatori per primi: e presto, a Buffon e colleghi, potrebbero essere vietate le prese plastiche. 

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