Requiem, di Patrizia Valduga

Requiem, di Patrizia Valduga

Un'altra luce illumina la poesia di Patrizia Valduga, diversa da quella erotica delle CENTO QUARTINE; sempre di grande amore si tratta, quello filiale, associato a un dolore incommensurabile e inconsolabile per la perdita del padre; Amore e Morte ben noti a poeti, filosofi e psicanalisti.
È stato detto di lei: " ...donna singolare, funebre, passionale, che ha fatto irruzione nella poesia italiana come una creatura aliena e insieme come una figlia in lutto sempre attesa..."
Bella, lunghe gambe, l ho vista con scarpe rosse e grandi cappelli, vestita di nero, emana fascino antico. Spontanea e vivace, sincera, un vero personaggio, molto osservata molto criticata.
Poeti e scrittori dovrebbero, perlomeno nel mio desiderio, leggere sempre a viva voce le loro opere. Non tutti lo fanno.  Valduga è sfrontata ma anche pudìca, si imbarazza ma poi è prodigiosa nell' esternare a memoria ciò che ha composto lei  e  non solo.
Ha voce suadente, al primo impatto strana cadenza, quasi leziosa ma, se entri in sintonia, diventi serpente incantato che tende l' orecchio alla musica.
REQUIEM è stato pubblicato per la prima volta nel 1994 e  ha continuato a essere scritto con endecasillabi aggiunti ogni anno, in ricorrenza della data di morte del padre,  certamente fino al 2001, dieci anni dopo.

OH PADRE PADRE CHE CONOSCO ORA,
SOLTANTO ORA DOPO TANTA VITA,
TI PREGO PARLAMI, PARLAMI ANCORA:
IO FALLITA COME FIGLIA, FUGGITA
LONTANO UN GIORNO, E LONTANA DA ALLORA
NON SO NIENTE DI TE, DELLA TUA VITA
NIENTE DELLE TUE GIOIE E DEGLI AFFANNI
E HO QUARANT'ANNI, PADRE, QUARANT'ANNI!


ANIMA, PERDUTA ANIMA, CARA
IO NON SO COME CHIEDERTI PERDONO,
PERCHÉ LA MENTE È MUTA E TANTO CHIARA
E VEDE TANTO CHIARO COSA SONO,
CHE NON SA PIÙ PAROLE,ANIMA CARA,
LA MENTE CHE NON MERITA PERDONO,
E STO MUTA SULL' ORLO DELLA VITA
PER DARLA A TE, PER MANTENERTI IN VITA.

" ANCHE SENZA MANGIARE CE LA FACCIO"
MA ORMAI NON CAMMINAVI
QUASI PIÙ
PERCHÉ AVEVI BISOGNO DEL MIO BRACCIO
DA SOLO ORMAI NON TI REGGEVI PIÙ.
ANCHE IL CIELO COME UN MARE DI GHIACCIO
SI STRINGEVA IN SÈ IMMOBILE LASSÙ
SEMPRE PIÙ  FREDDO, SEMPRE PIÙ LONTANO
E TU TOSSIVI DENTRO DI TE PIAN PIANO.

OH PADRE PADRE, PIANTA
VALOROSA
CHE HA VINTO TANTI INVERNI DI DOLORE
FIORENDO IL SUO DOLORE SENZA POSA
E FORMA ANCORA UN ULTIMO SUO FIORE
DI DOLCEZZA PAZIENTE E DOLOROSA
PER NOI TERRORIZZATI DENTRO IL CUORE,
IN QUEL SOLO MOMENTO  E SENZA FIATO
PER UNA INTERA ETERNITÀ TI HO AMATO.

 

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