Compro oro di Vivian Lamarque

Compro oro di Vivian Lamarque

19 Aprile, Vivian Lamarque parla di sé in terza persona 

"È  il giorno del suo compleanno

In un angolo al sole si lecca le ferite

Certe fanno tanto male 

E certe sono un po' guarite".

Deve essere costata molto la guarigione, anche se forse non completa  (un po' guarite...) dopo le vicissitudini di una infanzia difficile (l'adozione, la perdita del padre adottivo, la conoscenza della madre naturale).

Il percorso psicanalitico con il dottor B.M. la porta a scrivere e dedicargli poesie, tantissime, come in passato scriveva per alleggerire il dolore e renderlo lieve, sopportabile fin che lei diventa "La signora dell'ultima volta".

"L' ultima volta che la vide non sapeva che era l'ultima volta che

la vedeva.

Perché?

Perché queste cose non si sanno mai.

Allora, non fu gentile quell'ultima volta?

Sì, ma non a sufficienza per

l'eternità. "

Dentro e dietro quel suo modo semplice di poetare, Vivian riserva sempre una sorpresa, una conclusione talora svagata, oppure graffiante, che accende una luce inaspettata e fa intuire o vedere...altro.

Come in questa “Compro oro”

Omaggio a Lello Baldini, poeta romagnolo, che non mi azzarderò mai a presentarvi, anche se ne varrebbe  la  pena, perché il dialetto romagnolo io proprio non riesco a parlarlo. Ma in Rete lo troverete e potrebbe piacervi moltissimo. 

Anche Vivian ha composto poesie in dialetto (milanese); molto nota è  "Pèss fritt" "Pesci fritti ", deliziosa: l'attesa così lunga di una telefonata che, quando arriva...non sa più cosa dire...se non che ha comprato e cucinato...pesci azzurrini e li ha fritti...

" .....

Ti te diset "ah, sì, fritt?"

E poeu te diset pù nient de nient

E anca mi disi pù nient resti lì 

Imbambulada

Come i pèss fritt, azzuritt"

 

Così ce la immaginiamo, la dolce Vivian, a entrare in un “Compro oro”...chissà a che fare...?!

Scusa che ho venduto quella tua spilla
d’oro, quella come un ramo d’oro
a un Compro Oro, a una addetta signorinella
pallida come la tua canzone però è sposata
le ho venduto anche anellini vado
e vengo ormai mi conosce fa così
caldo le ho detto come fa otto ore
perché non mette un ventilatore
di quelli piccoli ce ne sono anche
portatili ha ragione ha detto ma tanto
lo so già che non lo metterà, non so
che Compro Oro è, l’ho scelto
che sia vicino a casa e educato
le quotazioni del giorno non me le dice
mai, speriamo. Disapproveresti, sei la solita
mi diresti, e poi perché vendere
la spilla d’oro al Compro Oro non ne hai
bisogno, è vero non ne ho bisogno, era
per non lasciarla ai ladri che prima
o poi verranno, dicono che vanno da tutti,
mi sono già entrati dalla finestra, dalla
porta non osano sai che fuori ho scritto Tom Ponzi
e Polizia, l’oro loro non l’hanno trovato ma
un altro potrebbe non hanno portato via niente
solo mi pare una carta di credito, il computer no
perché astuta avevo incollato un foglietto
con scritto non funziona portare
a riparare (dovrei però tradurlo in caso
di ladro straniero) e poi scusa l’ho venduta
per non lasciare pensieri a figlia e nipoti
tutti oggi preferiscono contanti, tanto la tua
spilla d’oro con sul ramo dei fruttini sangue
di rubino (la Compro Oro ha detto che
non occorre staccarli, ci pensa lei) e colore
del tuo smisurato cuore, tanto la tua spilla –

ce l’ho infilzata nel petto, mi sanguina, però
ora che l’ho posata qui sulla carta
un poco meno (sai facciamo così noi poeti).

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