A che cosa serve la Poesia?

A che cosa serve la Poesia?

"Padre Padrone Padreterno" un titolo così per un libro non può che essere stato scritto da una donna che ne sapeva qualcosa: Joyce Lussu sosteneva che le capacità femminili erano pari a quelle del maschio, lei che si era allenata anche per la vita militare e diceva che se non è pari la forza fisica, la donna ugualmente può sostenere ruoli in cui serve la sua pazienza, determinazione e maggiore resistenza allo stress. Dopo la Liberazione, spesso veniva invitata a tenere comizi per i vari Partiti di Sinistra – allora più facilmente individuabili che non oggi – e quando si trovava sul palco, affiancata solo da uomini dell'apparato, non ne voleva sapere di parlare. Piantava grana dura e mandava gli uomini a casa a chiamare le loro donne di famiglia, giovani, anziane, sorelle, mogli, cugine, zie...tutte. E ne voleva sempre qualcuna accanto; se in quella casa c'era qualche necessità inderogabile, faceva restare l'uomo ad accudire un bimbo piccolo o a preparare la minestra.

 

Quando le proposero di mandarle a casa la medaglia d argento della Resistenza, Joyce, codice alla mano, volle la cerimonia prevista per tutti, con banda, sfilata, saluto ufficiale. Si mise un vestito rosso e la medaglia le fu appuntata sul petto. Solo che...la sua circonferenza toracica era da pin- up...e lei era sexy e sfrontata e il povero "appuntatore" si confuse, si emozionó e il discorso prese una piega imprevista per cui anziché dire che la Patria è al di sopra del sesso, si lasciò scappare "...il sesso è sopra ogni Patria”. Forse, anche per questa sua personalità provocatoria e insofferente rimane personaggio poco noto, nonostante i suoi scritti, le poesie, le traduzioni, ottimi. Amava tantissimo il marito, Emilio Lussu, ne acquisì il cognome, ma volle mantenere la sua indipendenza e attività letteraria. Delle poesie di Nazim Hikmet, poeta turco, vita tormentata dall'amore e dalla passione politica, seppe cogliere il senso più profondo anche se non conosceva perfettamente questa lingua (vedi "Il turco in Italia", L'asino d' oro edizioni). Tradusse anche poeti che lei trovava "rivoluzionari" che usavano la Poesia per cambiare le cose, poesie sincere, che arrivavano al cuore, come quelle dell'angolano Agostinho Neto e poi si dedicò alla conoscenza e alla causa del popolo curdo.

Se sono riuscita ad attizzare la simpatia per Joyce e vi punge vaghezza, potete allora cercare di Marcella Piccinini, premiata regista al Bellaria Film Festival,  il docufilm "La mia casa e i miei coinquilini " (Il lungo viaggio di Joyce Lussu). Se di strada le donne ne hanno percorsa tanta, ringraziamo anche Joyce, oltre alle "Grandi Madri" e, alla pari e non una di meno, le nostre madri e nonne. Il loro lavoro. I loro sacrifici. I loro sogni mai realizzati. Per fare studiare noi e offrirci una vita migliore. Teniamocele  ben care.   

Intanto Joyce ci saluta, ridacchiando, da "A che cosa serve la Poesia?”.

 

 

Vi faccio un esempio.
Prendete una coppia che va abbastanza bene:
due o tre lustri di convivenza
casa figli interessi comuni.
I coniugi però, non essendo nè sordi nè orbi
nè privi di altri sensi
naturalmente non immuni
dal notare che il mondo è pieno di persone attraenti
dell'altro sesso
di cui alcune, per circostanze favorevoli,
sarebbero passibili di un incontro a letto.

Sorge allora un problema che propone tre soluzioni.

La prima è la tradizionale repressione
non concupire eccetera non appropriarti dell'altrui proprietà
per cui il coniuge viene equiparato a un comò
Luigi XVI o a un televisore a colori
o a un qualsiasi oggetto di un certo valore
che non sarebbe corretto rubare.

La seconda soluzione è l'adulterio
altrettanto tradizionale
che crea una quantità di complicazioni
la lealtà (glielo dico o non glielo dico?)
lo squallore di motel occasionali
la necessità di costruire marchingegni di copertura
che non eliminano la paura
di fastidiose spiegazioni.

La terza soluzione è senza dubbio la più pratica
Si prendono i turbamenti e i sentimenti
le emozioni e le tentazioni
si mescolano bene si amalgama l'immagine
con un brodo di fantasia
e ci si fa su una poesia
che si mastica e si sublima
fino a corretta stesura sulla macchina da scrivere
e infine si manda giù
si digerisce con un pò di amaro
d'erbe naturali
e poi non ci si pensa più.

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