Ce l’Ho': servite come si deve

Ce l’Ho': servite come si deve Provare con calma, scegliere gli abbinamenti giusti: è la filosofia del negozio di Sonia Diaz, specializzato in abiti da cerimonia.

Ce l’Ho': servite come si deve Provare con calma, scegliere gli abbinamenti giusti: è la filosofia del negozio di Sonia Diaz, specializzato in abiti da cerimonia.

Un luogo dove ogni donna possa trovare un momento per se stessa, fare una pausa tra i mille impegni quotidiani, riempirsi gli occhi di bellezza, fare due chiacchiere e, perché no?, prendere un caffè. Non si tratta di un centro benessere né di un qualsiasi esercizio commerciale dedicato al food, bensì di “Ce l’hò”, negozio di moda dedicato all’universo femminile e specializzato in abiti da cerimonia. Un piccolo gioiello situato dal 2013 in via Dorando Pietri 1/D, la cui titolare è Sonia Diaz. Venezuelana, in Italia dall’8 marzo del 1987, Sonia è una donna dalla personalità travolgente e determinata, oltre che fortemente empatica, quest’ultima una caratteristica, oltre che una dote innata, essenziale per svolgere una professione tutta dedicata alla comprensione delle esigenze della cliente, che devono poter diventare realtà. «Amo profondamente il mio lavoro – spiega –. Nel mio negozio le donne non vengono solo per comprare, ma anche per una coccola. Il mio compito è quello di fornire un servizio, una consulenza, valorizzare il corpo di chi ho davanti, senza mortificarlo. Sono una persona schietta: alle clienti consiglio come nascondere i difetti ed esaltare i punti forti, senza mai essere volgari ma sottolineandone la raffinatezza, sempre in armonia con il luogo in cui si dovranno recare e il ruolo che dovranno assumere».

Sonia Diaz si dedica ormai da due anni agli abiti da cerimonia. Una decisione cui è approdata in considerazione dei cambiamenti avvicendatisi nel mondo del commercio. «Seguo costantemente l’evolversi della situazione economica, quindi cerco di essere in linea con i cambiamenti – puntualizza –. Con la mia scelta ho corso un rischio, ma è vero che oggi occorre specializzarsi in un settore, dal momento che la presenza delle grandi catene di abbigliamento ha portato un enorme cambiamento nelle abitudini di acquisto delle persone. A queste anche noi commercianti dobbiamo adeguarci, distinguendoci dalla massa. Piano piano ho quindi inserito nelle mie proposte sempre più abiti da cerimonia finché non mi ci sono dedicata esclusivamente ». Con tutte le difficoltà del mestiere. «Entrare in un negozio penso sia come entrare nelle case delle persone: ci vuole gentilezza ed educazione – sottolinea Sonia –. Molte persone sono abituate a comportarsi come pare loro: provano di tutto, buttano per terra e trattano i commessi con sufficienza. Amo il mio lavoro e le persone, ma il cliente non ha sempre ragione. Ci vuole rispetto. Da “Ce l’hò” occorre tempo per provare, scegliere l’abbinamento giusto. Prima non lavoravo per appuntamento: sono stata costretta a farlo, perché la mia cliente vuole essere servita come si deve».

E tuttavia l’amore per la sua professione – Sonia è anche personal buyer da oltre 30 anni e lavora con aziende di Carpi e Bologna (ma non solo), approfittando del suo idioma natio, lo spagnolo, che l’ha aiutata nelle relazioni con il mercato estero – resta intatto. «Lavoro con marchi italiani, americani, spagnoli – spiega –. La donna deve uscire dal mio atélier completamente vestita, accessori compresi. Offriamo anche un servizio sartoriale grazie al lavoro di una sarta-modellista eccezionale: insieme facciamo l’impossibile per allargare, stringere, adattare ogni capo. Ciascuna delle donne che vedo ogni giorno ha una storia da raccontare e il mio compito è quello di darle sicurezza, farla sentire importante. La società ci chiede di essere sempre al top, ma il vestito più bello che si possa indossare, alla fine, rimane sempre il sorriso».

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