D’amore e d’accordo ma i lavori non partono

Su piazza e cinema teatro Lux soggetti a due diverse competenze

D’amore e d’accordo ma i lavori non partono

Il progetto deve procedere unitariamente, ma il Comune ha i soldi, la Diocesi ancora no

Recinzione della piazza e del cinema teatro Lux, fine ottobre: compare un cartello di cantiere in bianco. Qualcuno se ne accorge, lo segnala sui social e immediatamente dopo il cartello viene compilato, ma limitatamente al Lux, di competenza della Diocesi tramite il suo Istituto per il sostentamento del clero, mentre della piazza, che compete al Comune, non si dice nulla. Ma a che punto stanno esattamente le opere per il rifacimento del cuore della frazione? Nel giugno scorso il progetto per l’edificio del Lux non era stato forse presentato come definitivo, al punto da autorizzare il Sindaco a parlare di lavori già per il mese di luglio, mentre per la piazza si era ancora a un progetto di fattibilità? Andiamo con ordine. 

C’è un fondo di 30 milioni autorizzato a favore dell’Emilia Romagna dalla legge 205/2017. Un’ordinanza del Commissario risalente all’aprile scorso ha elencato gli interventi per “...opere di urbanizzazione primaria nei territori colpiti dagli eventi sismici” già inseriti in piani organici delle Amministrazioni comunali. Il Comune di Novi, per le piazze di Rovereto e Sant’Antonio in Mercadello, vi compare per uno stanziamento di 1 milione 380 mila euro che dovrebbe essere integrato da un contributo aggirantesi sui 300 mila euro chiesto alla Fondazione Cassa di Risparmio. È prevedibile, fanno sapere dal Comune di Novi, che la quota per piazza Giovanni XXIII a Rovereto ammonti a 1 milione 250 mila euro, come per la piazza Primo Maggio di Novi. E il resto andrà a Sant’Antonio. Paradossalmente, dunque, le disponibilità per la piazza, che era più indietro come progetto, ci sarebbero. Il progetto del Lux, invece, già definitivo dal mese di marzo, nel cartello di cantiere appare come semplicemente “presentato”, e non c’è indicazione di stanziamenti. Starebbe qui, dunque, il nodo: una progettazione definitiva della piazza (e a maggior ragione l’opera) non può partire, perché implica un coordinamento progettuale con la Diocesi a causa di scambi e cessioni di aree, mentre dal canto suo la Diocesi è ferma, pur disponendo del progetto definitivo del Lux, non avendo copertura finanziaria. “La cosa sicura è che i progettisti stanno collaborando strettamente per offrire al paese un progetto organico” spiega oggi il sindaco Enrico Diacci. Lo disse a giugno, vale ancora oggi.

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