Quale futuro per le famiglie di bambini e di adulti affetti da autismo?

Lettera aperta del Coordinamento Autismo all'Ausl

Con una lunga "lettera aperta" al direttore generale dell'Ausl, Antonio Brambilla, il coordinamento Provinciale delle associazioni che tutelano i bimbi e gli adulti autistici, nonché le loro famiglie, hanno voluto riportare sotto le luci dei riflettori, anche in questo momento di pandemia, i problemi che quotidianamente debbono affrontare, chiedendo quali politiche di sostegno il Servizio Sanitario locale possa loro offrire.

Il Coordinamento Autismo della Provincia di Modena (Associazione “Aut Aut” di Modena, Associazione “Il Tortellante” di Modena, Associazione “Sopra Le Righe Dentro l'Autismo” di Carpi, Associazione “FrignAut” di Pavullo, i Comitati Locali dei Comuni di Mirandola, Cavezzo, Spilamberto, Sassuolo e Maranello), ha inviato la lettera in concomitanza con la giornata mondiale di consapevolezza dell'autismo che si celebra il 2 aprile.

"L’emergenza sanitaria, purtroppo ancora in atto, ha molto accentuato le difficoltà e i problemi delle famiglie modenesi che vivono l’autismo dei propri cari - afferma il Comitato nella sua lettera -. Vorremmo quindi sottoporre in primis al Direttore Generale dell’Asl di Modena queste preoccupazioni chiedendo un suo intervento, in quanto la nostra esperienza diretta ci porta a ritenere che la situazione sanitaria emergenziale non abbia fatto altro che accentuare pesantemente problemi e ritardi già preesistenti, rendendo gli attuali interventi per i nostri figli con autismo precari, frammentati e gravemente carenti". 

 

 

Molteplici i "fronti" su cui è aperto il dibattito: "si chiede innanzitutto come l’Azienda intenda garantire gli interventi riabilitativi a favore dei bambini e dei ragazzi con autismo, nel rispetto dei criteri di equità e uguaglianza, oltre che delle normative nazionali e regionali.

Si chiede ancora di considerare l’urgente necessità di adottare protocolli per la somministrazione di terapie psico-farmacologiche, anche per i più piccoli, per la gestione dei disturbi delle condotte che purtroppo possono non essere rari nell’autismo: il nostro territorio non dispone infatti di percorsi specializzati, per le particolari competenze che i programmi farmacologici specialistici richiedono per le persone con autismo con gravi disturbi del comportamento; si fa presente che questa richiesta è stata avanzata anche da altre Associazioni regionali all’Assessorato alla Salute della Regione Emilia Romagna.

E poi, chiediamo quali siano le politiche che l’Azienda intende adottare per le persone con autismo in età adulta da parte dei servizi aziendali, sempre in attuazione delle linee di indirizzo nazionali e regionali. E, infine, si chiede quali strumenti di verifica della qualità dei livelli di funzionamento complessivo della rete dei servizi resi a favore dei bambini e dei ragazzi con autismo siano stati predisposti dall’Azienda, soprattutto nella necessità che vengano garantiti gli essenziali raccordi con le amministrazioni comunali, la scuola e i servizi privati attivi nelle terapie".