La Cgil provinciale: il prossimo sarà ancora un anno scolastico in emergenza

La Cgil provinciale: il prossimo sarà ancora un anno scolastico in emergenza

L’accavallarsi di notizie e informazioni di questi giorni delinea un quadro che dimostra come, anche nella nostra provincia, la ripresa delle scuole a settembre sarà terribilmente complicata e appesantita da enormi criticità. Lo sottolinea un comunicato della Cgil che richiama alcuni aspetti del problema: la mancanza di autobus e di autisti per il trasporto scolastico, ma soprattutto il conseguente ricorso alla didattica a distanza con tutte le complicazioni che comporta in fatto di ore di lezione della durata di 45 o 50 minuti che di fatto impongono, per recuperare il tempo mancante, di ricorrere a forme di didattica integrata, quindi con un mix di studenti a scuola a fare lezione in presenza e altri a casa collegati davanti al monitor di un pc e un insegnante a fare lezione da remoto. “La didattica a distanza – spiega una nota del sindacato – è stata la didattica dell’emergenza nella scuola dell’emergenza: prevederla fin da subito vuol dire una diversa qualità dell’offerta didattica, vuol dire soprattutto rinunciare alla didattica inclusiva, quella cioè capace di rispondere alle particolarità e ai bisogni individuali dei ragazzi, vuol dire perdere irrimediabilmente gli studenti più fragili, perché è evidente che dietro al monitor di un computer i bisogni più particolari non possono trovare nessun sostegno e nessuna risposta”.

 

Una situazione precaria per tutti, insegnanti e studenti, sarà aggravata dall fatto che, per recuperare spazi capienti da trasformare in aule, diverse scuole hanno smantellato laboratori (di materie linguistiche o di materie tecnico/scientifiche) e biblioteche che, al momento, non sarà possibile recuperare. Non mancheranno le classi pollaio, con prime classi alle superiori formate da 27, 28 o 29 studenti, e anche per il prossimo anno si dovrà ricorrere a un esercito di oltre 2 mila 500 docenti precari che però potrebbero non essere in servizio in tempo utile per l’inizio della scuola.

Da ultimo la Cgil segnala “l’enorme lavoro di verifica e monitoraggio degli spazi e la preparazione alla gestione degli afflussi di studenti e personale da parte delle amministrazioni scolastiche e del personale coinvolto, oltre che dagli enti locali che stanno supportando le scuole in questo momento di difficile preparazione alla ripartenza”. Non avendo il governo lavorato tempestivamente e con le risorse necessarie, è la conlusione del sindacato, il prossimo anno sarà ancora scuola dell’emergenza.

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