Travolti dalla magia del gioco

Bambini e ragazzi di Carpi per un week end ingegneri e costruttori di futuro

Travolti dalla magia del gioco

Straordinario successo dell’evento organizzato dal Comune in collaborazione con ma0 di Roma e la Scuola di Robotica di Genova E dalle scuole di ogni ordine e grado della città sono uscite trovate avveniristiche che non ti aspetti segnale di grande creativ

­ “Il futuro non è un gioco, però i giochi costruiscono il futuro”. Così ha scritto Bruno Tognolini, consulente narratore della Festa del gioco, andata in scena sabato 1 e domenica 2 ottobre a Carpi, in una lettera indirizzata a tutti gli studenti delle scuole carpigiane.

E di futuro, durante la manifestazione, se n’è respirato tanto: tema conduttore della festa era proprio l’innovazione tecnologica e la robotica, che hanno posto al centro alcune riflessioni sul rapporto uomo/macchina. Robot umanoidi, droni, principi di coding, stampanti 3D e touch wall erano accostati a laboratori di costruzioni Lego, mattoni di cartone, giocattoli fatti di materiali di recupero ed enormi labirinti. E proprio questi accostamenti, a prima vista azzardati, hanno permesso di creare qualcosa di magico per i bambini di tutte le età: i ragazzi hanno, infatti, imparato a maneggiare materiali diversi, destinandoli a funzioni e costruzioni differenti, divenendo così ingegneri del mondo e mostrando come il “giocare” passi sempre più spesso per il “fare”.

L’iniziativa era già stata annunciata nelle scorse settimane con le installazioni “Floating architecture”, allestite in via Paolo Guaitoli, nel Cortile d’Onore del castello e in piazza Martiri, realizzate dallo studio di architettura di Roma “ma0”, con moduli di ciambelle colorate di grande impatto visivo e, a giudicare dalla partecipazione dei bambini, anche ludico.

Una delle protagoniste dell’edizione 2016, era certamente la Scuola di Robotica di Genova, punto di riferimento nazionale e internazionale per la ricerca di settore, della divulgazione scientifica e della comunicazione, che ha letteralmente stregato i bambini con dimostrazioni di volo di droni, interazioni con Nao, un robot umanoide gentile ed educato, in grado di parlare, ballare, giocare e camminare insieme ai presenti; i volontari della Scuola robotica hanno inoltre allestito laboratori di scrittura tramite robot, programmazione di macchine in grado di muoversi autonomamente e superare ostacoli, stampaggio di oggetti realizzati con materiali di riciclo, plastiche vegetali e nylon di recupero, grazie a una modernissima stampante 3D.

Altra importante protagonista della rassegna è stata poi “La tata robotica”, piccola realtà divulgativa in ambito ingegneristico, che ha coinvolto i più piccoli nella realizzazione un muro magico, interattivo e coloratissimo, decorato con un inchiostro conduttivo e una scheda elettronica che ha permesso all’installazione di emettere suoni e luci. Le “tate robotiche” hanno poi organizzato workshop per la costruzione di occhiali 3D in cartone per entrare in un mondo virtuale grazie a uno smartphone, circuiti elettrici realizzati con pongo e Dido dalle forme più strampalate e piccole macchine in grado di effettuare diversi compiti, composte di dispositivi elettronici magnetici.

Non sono state da meno poi, le scuole di Carpi, di ogni ordine e grado, che hanno messo in piazza tutte le competenze acquisite e i progetti realizzati in ambito tecnologico: l’istituto superiore Da Vinci ad esempio, ha mostrato il prototipo di Escorpio, la macchina solare realizzata dagli studenti del Team ZeroC, così come progetti di nanotecnologia, fasi di riciclo e dimostrazioni delle potenzialità di Arduino, allestiti anche grazie alla collaborazione di ex studenti. Il Vallauri ha invece allestito altri progetti, nel segno dell’ecologia e del risparmio energetico, come la BicycleSun, una bicicletta che produce energia solare, Motorcycle simulator, un’esperienza virtuale di guida per apprendere in sicurezza, Enigma, un prototipo della macchina adoperata durante la Seconda guerra mondiale per decifrare messaggi segreti, laboratori per costruire componenti meccaniche, un progetto di casa intelligente e Digital dress, abiti che cambiano colore schiacciando un pulsante.

Alla giornata hanno partecipato anche gli istituti comprensivi Carpi centro e Carpi Nord, con “Sphero”, un robot pallina magica, “Romo” per trasformare il proprio smartphone in un vero e proprio robot autonomo, “Bee bot”, una piccola macchina programmabile dalle mille funzioni a forma di ape e tanti altri laboratori di coding, guidati dagli stessi studenti in collaborazione con i loro insegnanti.

Una piazza gremita, bambini estasiati, concentrati e rapiti dalle attività proposte, non possono che significare un grande successo per questa prima edizione del festival: “Bambini e ragazzi ingegneri del mondo – scrive ancora il curatore Tognolini ­–. Lasciateli in pace: stanno solo facendo il futuro”.

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