Nuova mozione di Fratelli d'Italia sull'affido di minori

Nuova mozione di Fratelli d'Italia sull'affido di minori

Il gruppo consiliare Fratelli d'Italia ritorna sul caso degli affidi della Val d'Enza con una mozione, sottoscritta dalla capogruppo Annalisa Arletti  (al centro della foto durante la campagna elettorale) e dal consigliere Pietro Santonastasio, che impegna Sindaco e Giunta a una serie di adempimenti in materia di affido di minori, sia in sede locale che in forma di pressioni sul Governo.

 

 

Gli adempimenti in questione riguardano innanzitutto la richiesta di conoscere in ogni momento quanti siano i minori fuori dalle rispettive famiglie seguiti dai Servizi sociali. Seguono poi quelli operativi, tutti diretti a tutelare al massimo grado i minori attraverso un potenziamento del personale dei Servizi sociali; la garanzia, con misure di sostegno economico, che le condizioni di indigenza della famiglia non debbano impedirle di seguire il minore; l'abolizione dell'affido a tempo indeterminato, legando le proroghe dell'affido oltre i 24 mesi fissati dalla legge solo in base a progetti determinati, a precise motivazioni e per un tempo massimo di 12 mesi. C'è infine la richiesta che Sindaco e Giunta di Carpi si attivino perché il Governo riveda la norma che istituisce il difensore del minore e affinché “Enti e istituzioni preposte” istituiscano la figura dell'Operatore di accoglienza familiare temporanea, definito come un "professionista proveniente dal mondo sociale con competenze educative e con esperienze di lavoro nell'ambito del disagio minorile e familiare”, sorta di intermediario, sempre nell'interesse del minore, tra le famiglie di provenienza e quelle affidatarie o le strutture di accoglienza.

 

 

Quelle indicate sono le azioni chieste dalla mozione, precedute però da una lunga premessa politica dove si ricordano tutti i reati contestati dall'indagine di Bibbiano (frode processuale, depistaggio, abuso d'ufficio, maltrattamenti su minori, lesioni, falso in atto pubblico, violenza privata, tentata estorsione e peculato), con una sottolineatura, in particolare. E' il passaggio in cui Arletti e Santonastasio sostengono che «...dietro questo sistema si nasconderebbe un giro illecito di migliaia di euro, oltre al fatto che i bambini sono stati vittima di maltrattamenti e abusi, anche sessuali e che la scelta degli adulti affidatari sarebbe stata orientata a “preferire” l'affidamento dei bambini a persone e coppie omosessuali, considerati i “collegamenti stretti”, rilevati dalla Procura, tra le affidatarie (omosessuali), le operatrici e i dirigenti del servizio sociale». Un uso prudenziale del condizionale, del virgolettato e delle parentesi che non mancherà però di sollevare polemiche, come già accaduto per un precedente documento di Fratelli d'Italia sulla stessa materia.

 

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