Nelle vite di donne famose

Arianna Agnoletto le interpreta per appassionare alla lettura

Nelle vite di donne famose

Sono già 21 i personaggi - da Anna Magnani a Tina Modotti, da Simone de Beauvoir ad Agatha Christie - che propone al pubblico dell'Università Libera Età e in incontri letterari.

Minuta come una ragazzina, avvolta nel suo abitino nero, capelli biondi raccolti da un nastro dietro la nuca, passeggia apparentemente calma, quando ti avvicini e le chiedi il permesso di fotografarla durante le sue letture, alza lo sguardo e mentre ti risponde di sì capisci che la sua mente è lontana, totalmente immersa nel personaggio femminile di cui, tra pochi minuti, ripercorrerà la vita, gli amori, i dolori, i sogni e tutto ciò che lo caratterizza. Oggi sarà Simone de Beauvoir, domani Coco Chanel, un altro giorno chissà chi altra… “Vite straordinarie”,  insomma, tutte da raccontare. Ed ecco a voi, signore e signori, Arianna Agnoletto. La sua sveglia suona ogni mattina poco dopo le cinque e alle sei sta già camminando immersa nel paesaggio del giorno, o tra la nebbia che preclude gli orizzonti o illuminata dal sorgere del sole, o sotto la pioggia o nel buio stellato e tutto serve per farla sentire parte di un universo di cui lei avverte di essere pienamente parte.  

Classe 1957, nata a Mantova, trasferitasi a Carpi, inizia a lavorare all’età di 14 anni con il padre al “Bar Bologna” di viale Nicolò Biondo. A dispetto della statura gioca nella squadra di pallacanestro Fari Carpine, scrive poesie e a 17 anni si qualifica al secondo posto a un  concorso a Terni, a 18 scopre la chitarra, studia e supera l’esame Siae, con un’amica collabora nell’organizzazione di spettacoli su canzoni di De André. A 23 anni viene assunta come “applicata di circoscrizione” in Comune a Carpi e coprirà questo ruolo per nove anni, poi  passerà due anni all’Ufficio statistica e, nel 1992, diventa coordinatrice dello Sportello sociale Nemo e Ufficio casa, segue la segreteria delle Politiche sociali, Sanità, Casa, Volontariato dell’Unione Terre D’Argine. Nel 2017, su invito del parlamentare Edoardo Patriarca andrà  alla Camera dei Deputati per relazionare sull’innovativo “Progetto Anticrisi 2015” da lei seguito e rivolto a famiglie in difficoltà (800 circa),  finanziato da Fondazione CRC e Unione Terre D’Argine con il supporto del Centro servizi Volontariato. Infine, un pensionamento carico di  programmi. Ad Arianna, infatti, piace scrivere e pubblica il volume di racconti “Fotografie” e due libri di poesie “Tintinnio di farfalle” e “Piccole perle”. Ma  poiché non ama tenere le cose per sé (“Non tutti possono usufruire delle poesie scritte, solo chi legge il libro”) decide  di dar loro una forma. Così scrive le sue poesie su pezzi di vetro che incornicia e decora con prismi e altri materiali per dare l’effetto in cui la poesia possa diventare un quadro che trasmette immagini attraverso le parole scritte e, lo scorso anno, realizza a Modena la mostra “Il colore del vento” in collaborazione con la pittrice Cinzia Razzoli. In questo contesto cresce anche due figli, di cui è molto orgogliosa, entrambi con la sua sensibilità artistica. Il più grande è Enrico Pasini: musicista, trombettista, jazzista di musica pop, ha suonato anche con Venditti, Grandi, Ligabue, Junkfood. Poi c’è Beatrice, la più piccola, cantante jazz e laureanda in Scienze della Musica al Dams di Milano.  

E infine ci sono loro, le sue “donne”, i personaggi famosi su cui inciampa un po’ per caso ma che le permettono di realizzare il desiderio di fare qualcosa per tutte le donne, spingendole alla lettura. Inizia, nel 2010, con il supporto dell’Università Libera Età Natalia Ginzburg di Carpi, a organizzare dei salotti letterari in cui illustra le biografie di quattro personalità di spicco: Anna Magnani, Maria Callas, Tina Modotti e Nilde Iotti. Sono delle vere e proprie rappresentazioni di cui lei è autrice, creatrice, interprete, regista perché non segue un testo già fatto,  ma se lo crea, con un lavoro metodico e certosino. Scelto il personaggio di cui parlare, si legge due-tre libri sulla sua vita, sottolineando le frasi o i passaggi che le interessano. Al termine li fotocopia, li ritaglia, li evidenzia, li suddivide creando così tanti “pizzini” che assembla, rilegge, scarta, screma fino a portare il tutto a un’ora di lettura. Allora prende una vecchia agenda con la copertina recante un disegno  evocativo del personaggio di cui si parla e vi incolla sopra tutti gli appunti nell’ordine scelto. A questo punto comincia lo stesso lavoro di  ricerca al computer di filmati e fotografie da intercalare al testo scritto: servono quattro mesi di lavoro per ogni biografia. «Quando faccio  questo – afferma Arianna – ho la sensazione di avere lì con me il personaggio in causa e cerco di rendere umana una figura che sembra una cartolina». E ci riesce. Con le ultime tre donne famose – Hedy Lamarr, Josephine Baker, Agatha Christie – che verranno presentate nel mese di maggio presso la libreria Mondadori nell’ambito del programma della Università Ginzburg, saranno 21 le esistenze famose  ripercorse in questi nove anni di intenso lavoro. E le sue agende sono tutte pezzi unici che lei conserva gelosamente nella sua libreria. Ma dopo tutto ciò, Arianna ha ancora dei piani? Con un sorriso e con tanta modestia ammette di sperare che non le passi mai la voglia di  essere, perché, dice, «...la vita è magica e tutto è possibile».  

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