Pendulum: due secoli di movimentazioni

Al Mast di Bologna foto di 250 artisti su spostamenti di cose, dati e persone

Pendulum: due secoli di movimentazioni

Il tema della velocità è al centro della nuova mostra che aprirà nei prossimi giorni al Mast (Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia), il centro polifunzionale e spazio espositivo realizzato cinque anni fa a Bologna dalla omonima Fondazione Mast e dall’imprenditrice e filantropa Isabella Seragnoli. “Pendulum” è il titolo dell’iniziativa che propone una selezione di opere dalla collezione dell’ente culturale e immagini in movimento sul tema Industria e Lavoro. Si tratta di oltre 250 foto storiche e contemporanee di 65 artisti provenienti da tutto il mondo – tra cui Gabriele Basilico, Emil Hoppé, Mimmo Jodice, Helen Levitt, Winston Link, Tina Modotti, Alexey Titarenko e Jakob Tuggener – che documentano la progettazione di mezzi e infrastrutture per muovere merci, persone e dati negli ultimi due secoli. La nuova mostra, a cura di Urs Sthael, allestita negli spazi espositivi della PhotoGallery, propone una riflessione, a più voci, sul tema della velocità che caratterizza l’attuale società globale. Il “pendolo” del titolo simboleggia questo moto perenne del mondo e dei suoi abitanti nello spazio e nel tempo. Si va da un’interpretazione metaforica del pendolo come oscillamento sinonimo di cambiamenti improvvisi d’opinione a un’immagine più realistica e concreta che evoca il traffico pendolare di milioni di studenti e lavoratori.

Ma il pendolo è anche un simbolo valido per i traffici in genere, per lo scambio di merci a fronte di altre merci, di denaro e perfino di promesse. A questo dinamismo incessante si contrappone un fenomeno di segno opposto, come spiega Urs Stahel: “Da decenni si continua ad aumentare il ritmo e la velocità: la crescente accelerazione dei processi economici e sociali è iniziata ai primordi della rivoluzione industriale fino a toccare oggi livelli vertiginosi – annota il curatore –. Il solo fenomeno che ci spinge a rallentare il passo, a cercare persino di fermare tutto, è quello delle migrazioni. Le uniche barriere esistenti sono quelle che frenano i perdenti locali e globali della modernità”. La mostra illustra visivamente le energie contrastanti e diametralmente opposte che si sprigionano da questi due fenomeni: da una parte la forza prorompente dei motori, l’enorme accelerazione, i mezzi di trasporto trasformati in feticcio del nostro tempo e dall’altra il rallentamento, la brusca, violenta frenata, il blocco dei flussi di persone che migrano. La mostra, a ingresso gratuito, aprirà al pubblico il 4 ottobre e rimarrà allestita fino al 13 gennaio.

147 visualizzazioni