Dove si impara a creare maglia

TESSILE - Con Sonia Veroni alla scoperta di Modateca Deanna sede di un master mondiale di maglieria

Dove si impara a creare maglia

Arrivano giovani da Usa, India, Giappone, Perù e Singapore nel centro formativo di San Martino in Rio. Aperto da Sonia Veroni, per conservare e trasferire al futuro il sapere della madre, Deanna Ferretti (Miss Deanna), leggendaria pioniera della maglieria

SAN MARTINO IN RIO (RE) – Sapere che in un piccolo centro del reggiano vivono e studiano ragazzi provenienti da tutto il modo – da Singapore al Giappone, dagli Stati Uniti al Perù – è quantomeno curioso. Ma da Modateca Deanna che, insieme ad Accademia Costume&Moda di Roma, è organizzatrice del master di primo livello in Creative Knitwear Design, l’internazionalità è di casa. La sua sede di San Martino in Rio ospita infatti il Centro internazionale di documentazione moda che raccoglie e promuove l’identità del maglificio Miss Deanna, fondato da Deanna Ferretti alla fine degli anni Cinquanta e che ha prodotto le collezioni di maglieria creativa di alcuni dei più importanti e prestigiosi fashion designer del mondo. Un centro che, dopo la vendita dell’azienda al gruppo Armani nel 2001, è stato ideato dalla figlia di Deanna, Sonia Veroni (che oggi ne è titolare) per non disperdere un patrimonio inestimabile di creatività e tecnologia sviluppato dal maglificio in 50 anni di attività e collaborazione con le migliori griffe del mondo. Il centro è stato aperto al pubblico nel 2005 e ospita studenti, creativi e stilisti che, da ogni angolo del pianeta, vi approdano per fare ricerca e prendere ispirazione per disegnare le loro collezioni. Veroni ha poi deciso di aprirsi ulteriormente al campo della formazione con un master, che è alla sua seconda edizione, incentrato su ciò che ha reso l’azienda di sua madre un punto di riferimento internazionale: la maglieria. Il percorso formativo dura un anno (da novembre a novembre) e comprende anche un periodo di stage. Al progetto collaborano una quarantina di aziende italiane – tra cui le carpigiane Stoll, The Play, Metaphor, Tabaroni, Millefili, Stamperia Europa, Staff Ricami, Blu di Prussia – e quest’anno vi partecipano nove studenti: alcuni italiani, altri provenienti da Germania, Stati Uniti, India e Perù. L’età media è sui 25-27 anni e hanno tutti un background formativo nel campo del fashion e della maglieria, anche perché si tratta di un anno intensivo, fatto di teoria, ma soprattutto di molta pratica con le collaborazioni con gli uffici stile delle aziende, le visite alle filature e alle fiere di moda.

Una fatica che, però, sembra essere ripagata dai risultati: gli studenti della passata edizione hanno tutti trovato un’occupazione e lavorano per aziende italiane e straniere. Il master è improntato allo stretto contatto con il mondo del lavoro, a partire dai docenti che provengono dal settore e sono magliaie che insegnano ai ragazzi a lavorare sulle macchine Coppo, consulenti esperti di stile e di grafica, ma soprattutto stilisti come il fashion coordinator del corso Giovanni Cavagna e la designer carpigiana Simona Barbieri che ha tenuto un ciclo di lezioni sulla creazione di una collezione, le ispirazioni, i viaggi di ricerca. Abbiamo visitato l’archivio e le aule didattiche di Modateca Deanna e rivolto qualche domanda alla sua fondatrice Sonia Veroni. Quali sono i materiali contenuti nell’archivio di Modateca Denna? «Di tutto: emeroteca, biblioteca, tutto ciò che è storia della moda e del costume, ma anche fotografia, cinema, arte, grafica. E ancora, l’archivio con i capi di abbigliamento e poi la parte di ricerca tecnica legata allo sviluppo dei campioni, dei telini, dei punti, dei trattamenti: stiamo parlando di un’infinita quantità di materiali, di prove, di tecniche, di idee, di suggerimenti, di filati. Insomma, tutto ciò che riguarda la maglieria, l’unico materiale talmente duttile che, utilizzando lo stesso filato, ma cambiando punto, trattamento, lavaggio, diventa una cosa completamente diversa. La maglieria è creatività allo stato puro» Chi viene a consultare l’archivio? «Gli studenti delle scuole superiori e delle università di arte e di moda, ma anche gli uffici stile delle migliori griffe internazionali e i giovani stilisti emergenti. Arriva gente da tutto il mondo» Passando al master in Creative Knitwear Design, è uno dei pochi al mondo incentrato completamente sulla maglieria…

«Diciamo che è l’unico, forse solo la Chambre Syndacale di Parigi propone qualcosa di simile. Ho scelto di lavorare in partnership con l’Accademia Costume&Moda di Roma perché mi ha dato molta libertà d’azione» Come è nato il progetto del master? «Già dall’inizio la mia idea era quella di realizzare un corso pratico: la maglieria si può fare soltanto in una certa maniera, vale a dire con le aziende e i tecnici che seguono gli allievi. Così per un anno ho fatto il giro delle “sette chiese” con il mio progetto e ammetto che, avendo la fortuna di essere la figlia di Deanna, le porte per me si sono aperte e mi hanno ascoltata; altri magari avrebbero fatto più fatica. Ho contattato le aziende e le filature e si sono dimostrati tutti entusiasti anche perché, ripeto, il nome Deanna è una garanzia. I nostri partner sono fondamentali perché in sede disponiamo solo di macchine manuali, ma servono anche le attrezzature industriali dei grandi maglifici che mettono il loro know how, il loro tempo, la loro creatività e le loro risorse al servizio di questi giovani» Com’è articolato il master? «Nella prima parte i ragazzi sviluppano progetti per alcuni brand: Benetton, Roberto Collina, Max Mara, Ermanno Scervino e Napapijri. È una “palestra” fondamentale: imparano a disegnare, a mettere la loro creatività al servizio degli altri e a lavorare in team. La seconda parte del corso invece consente loro di mettersi in gioco creando una collezione personale (realizzata con la collaborazione delle aziende partner) che viene poi presentata in una sfilata che si svolge nell’ambito di Pitti Filati. Si tratta di una vetrina molto prestigiosa perché questo salone è il più frequentato dagli addetti ai lavori e dagli uffici stile. L’anno scorso la sfilata ha ricevuto molti consensi e gli studenti hanno presentato dei capi originali e creativi, ma anche portabili. L’obiettivo del nostro master, a differenza delle proposte formative di diverse scuole straniere (soprattutto inglesi) di altissimo livello, non è una creatività fine a se stessa, bensì finalizzata a un prodotto industrializzabile e commercializzabile. I ragazzi devono imparare a essere pragmatici, perché la moda è anche un business».

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