A Pitti Bimbo Carpi è un altrove

La moda per i più piccoli frutto di partnernship con aziende di Napoli, Bari e Macerata

A Pitti Bimbo Carpi è un altrove

Presenza ridotta, con Miss Blumarine, Cucù Lab, Gaudì. Twinset e Manila Grace

Napoli, Bari, Macerata. I (pochi) brand carpigiani di abbigliamento bambino sono quasi tutti prodotti nelle regioni del centro-sud Italia. Sono lontani i tempi in cui nei padiglioni di Pitti Immagine Bimbo spopolavano i marchi made in Carpi di proprietà o prodotti in licenza da gruppi leader nel settore del kidswear come Spazio Sei e Keyart. Oggi, dopo le note vicissitudini delle due aziende, il salone fiorentino “parla” sempre meno carpigiano. Anche la prossima edizione (la 89esima), che si svolgerà alla Fortezza da Basso di Firenze dal 20 al 22 giugno presentando le collezioni primavera-estate 2020, è in linea con le ultime tre: le presenze di etichette di Carpi si riducono a una manciata, a differenza degli anni passati quando costituivano invece un nucleo importante. 

Tra gli espositori carpigiani troviamo quindi Miss Blumarine, che dal 2018, archiviata la storica collaborazione con Spazio Sei, viene realizzata da Follie’s Group, azienda napoletana fondata nel 2009 da Michele e Franco Iacovino, che già sviluppa le linee per i più piccoli di brand del calibro di Peuterey, Byblos e Manuel Ritz. Alla fiera parteciperanno inoltre i marchi carpigiani Cucù Lab, Gaudì, Twinset e Manila Grace. Quest’ultimo, di proprietà di Antress Industry, ha di recente siglato un accordo di licenza con il Gruppo Casillo di San Giuseppe Vesuviano (Napoli) per la produzione e commercializzazione della linea bambina di Manila Grace che in precedenza era affidata a Mafrat. La partership durerà 3 anni e andrà a coprire il range di taglie baby e junior, dai 2 ai 16 anni, con una distribuzione medio-alta e partire dalla collezione primaveraestate 2020. Collezione che sarà presentata per la prima volta il 20 giugno nell’ambito di una sfilata che fa parte del calendario di eventi di Pitti Bimbo. Con 560 marchi di cui 337 provenienti dall’estero e più di 10 mila visitatori attesi, il salone fiorentino si conferma il più importante appuntamento internazionale di moda per bambini e teenager e un importante incubatore di tendenze lifestyle. Pitti Bimbo con i suoi numerosi padiglioni offre una rappresentazione completa della moda infantile, con un focus particolare sulla ricerca. Si va dalla vocazione sartoriale delle collezioni di Apartment al dinamismo di Sport Generation e all’anima urban di Superstreet per approdare al design pop di Fancy Room e agli Editorials che esplorano una serie di tendenze complementari al guardaroba. Come accade in tutte le edizioni, l’apertura di Pitti è anticipata dai dati diffusi da Sistema Moda Italia. 

Per l’industria tricolore della moda junior il 2018 si è chiuso con un trend positivo per il commercio estero, soprattutto nel segmento della moda bebè che è cresciuta quasi del 25 per cento arrivando a una quota export di 182 milioni di euro. Tra i paesi di riferimento: il Regno Unito che arriva a coprire il 16,4 per cento dell’export settoriale, Spagna, Germania e Francia. Sono calate invece le vendite in Grecia, Portogallo, ma soprattutto in Russia con una flessione in negativo del 23 per cento. Un dato significativo se si considera che questo mercato, dal 2010 al 2014, rappresentava il primo sbocco della moda per bambini italiana.

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