Nell'anno più difficile, quattro milioni l'avanzo di bilancio. Lugli: ''Comune virtuoso, carpigiani fiscalmente fedeli''

Il risultato dell'esercizio di bilancio 2020 del Comune di Carpi illustrato l'altra sera in videoconferenza al Consiglio comunale è stato di poco più di 19 milioni di euro. Detratti 5 milioni di accantonamenti obbligatori per il fondo crediti di dubbia esigibilità, il fondo rischi e il rinnovo del contratto dei dipendenti e i 9 milioni dell'avanzo vincolato (al 50 per cento tra spesa corrente e investimenti), l'avanzo d'esercizio libero e disponibile ammonta a poco più di 4 milioni (per la precisione, 4,171 milioni di euro): per una quota di 1,876 milioni da destinare a investimenti straordinari e per 2,295 alla parte corrente. Non è solo sui numeri, tuttavia, che ha inteso porre l'accento l'assessore Mariella Lugli, della quale si intuivano pur nel discorso a distanza, accenti di notevole soddisfazione. Ha sottolineato piuttosto la brillantezza di un risultato che colloca quello di Carpi fra i Comuni più virtuosi e meno indebitati in uno degli anni più difficili della sua storia come in quella di tutto il Paese. E senza rinunciare, pur non ritoccando l'aliquota Irpef che avrebbe portato due milioni in più, a nessuna delle azioni di supporto alla comunità cittadina nella prima come nella seconda ondata pandemica, anche anticipando provvedimenti governativi: dall'ospitalità gratuita al personale sanitario venuto da fuori agli sgravi Imu per i proprietari che rendevano disponibili gli alloggi; dalla distribuzione dei dispositivi di protezione individuale al servizio telefonico di assistenza per gli over 75 nelle fasi di lockdown, per finire con la campagna per le borse alimentari, le consegne di farmaci e spese a domicilio, il controllo del distanziamento in parchi e orti... «Per fare solo alcuni esempi – ha scandito – di un impegno straordinario ottenuto con l'aiuto di tanti», che ha voluto ringraziare nella circostanza. E vi ha aggiunto le agevolazioni tributarie, la sospensione del pagamento della sosta in centro, il contributo alla riduzione degli affitti, i fondi Covid. Il tutto, ha sottolineato, è stato ottenuto senza rinegoziare i tassi sui mutui, come hanno fatto invece 1.250 amministrazioni locali del Nord Italia; riducendo l'indebitamento pro capite dai 165 euro del 2019 ai 146 dello scorso anno; collocando Carpi ai livelli più bassi di crediti di dubbia esigibilità (che pure costituiscono la voce principale dell'accantonamento obbligatorio) fra i Comuni con più di 50 mila abitanti.

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