Tes Energia: un miccia lunga tre anni ha finito per esplodere a Carpi

Tes Energia: un miccia lunga tre anni ha finito per esplodere a Carpi

Ha disseminato vittorie  al massimo ribasso e cantieri abbandonati o contratti rescissi  in diverse località, la ditta Tes Energia di Marcianise (Caserta)  prima di fallire, lasciando  in eredità a Carpi una Casa  della Salute e una copertura di  Castelvecchio ferme allo stadio  degli scavi preliminari.  Sono gli ultimi casi in ordine  di tempo, quelli di Carpi.  Ma se per l’appalto di  Castelvecchio, aggiudicato il 6  settembre 2016 con un ribasso  del 41,66 per cento sulla base  d’asta di 1 milione 777 mila, si  può capire che ancora non si  conoscesse il modo di operare  dell’azienda casertana, non si  può dire altrettanto per l’appalto  della Casa della Salute, assegnato dall’Ausl il 7 giugno di quest’anno. 

 A quella data, si doveva  sapere, per esempio, del caso di  Brescia, con i quindici mesi di  ritardo accumulati dalla ditta  nella realizzazione di una pista  di atletica che ha poi indotto  quel Comune a rescindere il  contratto. Analogo provvedimento  è stato preso in ottobre  dalla Provincia di Alessandra per i “gravi e perduranti ritardi  nell’esecuzione dei lavori” del  polo scolastico di Ovada, dopo  che la Tes Energia li aveva ricevuti  alla fine del 2016. Sempre in ottobre il Comune di Cantù  ha risolto il contratto con la ditta “per grave inadempimento  contrattuale” sul cantiere  per la riqualificazione di un  chiostro dell’ex monastero da poter ottenere dalla banca i corrispettivi per il futuro.  Di quella scelta il Comune ha  preso semplicemente atto il 13 settembre di quello stesso  anno, mentre a giugno aveva  già versato a Credem l’acconto  del 20 per cento. In questo  modo, versato con l’intento  di favorire l’avvio dei lavori,  l’anticipo è andato a sanare  parzialmente una situazione  debitoria dell’impresa. Resta  da vedere se la stessa tecnica  dell’incasso e dell’abbandono  dei lavori sia stata usata anche  per gli altri cantieri, in una  corsa a tappare le falle finanziarie  che era destinata ad  arenarsi nel fallimento finale.  delle Benedettine, abbandonato fin dall’estate. 

A settembre, l’Ausl di Reggio Emilia  ha deciso di estromettere la  ditta dai lavori per la Casa  della Salute (guarda un po’)  di Castellarano per il grave  ritardo sui tempi previsti. Ma il Movimento 5 Stelle già dal febbraio 2017 aveva presentato una interrogazione al Sindaco, ritenendo “improbabile che i  lavori potessero essere realizzati  in tempi brevi e oltretutto  certi, considerato che la ditta aveva già diversi cantieri aperti e continuava a partecipare a  bandi per svariati milioni di  euro in mezza Italia, aggiudicandosene  molti con ribassi  estremi”. È la tattica che il Comune  di Como ha invece impugnata,  escludendo Tes Energia dalle  opere di manutenzione di un  centro civico, perché l’offerta  economica della ditta non comprendeva i costi dei trasporti  delle forniture. Parma  Infrastrutture, invece, nell’ottobre  2017 decise l’esclusione  da un appalto per gli impianti  della Biblioteca civica, guardando  all’affidabilità dell’impresa, visto che le assegnò un  punteggio tecnico di 15,34 ben  al di sotto della soglia minima  di 40.  Possibile che con tutti questi  precedenti l’Ausl di Modena  sia andata avanti ugualmente  con la procedura negoziata – quella che mette in ballo  fattori qualitativi e non solo il  ribasso – finendo per conferire  a Tes Energia la Casa della  Salute di Carpi? A che servono  allora tutte le certificazioni  e documentazioni richieste?  Non sarebbe bastata una  telefonata ai colleghi dell’Ausl  di Reggio, quanto meno per  sapere come andavano le cose  a Castellarano?  Si diceva delle aggiudicazioni  ottenute da Tes Energia  grazie ai portentosi ribassi. A Carpi è accaduto qualche cosa  di più. È accaduto che il Programma  di valorizzazione e la  copertura del cortile di Castelvecchio  sia stato bandito con  una procedura aperta, la più  veloce, per ragioni di urgenza,  altrimenti si correva il rischio  di perdere il finanziamento  statale di 910 mila euro. È il genere  di procedura che permette  a qualunque operatore economico  di presentare un’offerta  e dove il ribasso costituisce  l’unico criterio di valutazione.  È stato facile, dunque, per la  ditta di Marcianise classificarsi  prima, data la scelta di  presentarsi con ribasso superiori  al 40 per cento. Qualche  cosa doveva però allarmare gli  uffici comunali, quando cinque  mesi dopo essersi aggiudicata  l’appalto, il 27 febbraio 2017  Tes Energia cedeva alla banca  Credem l’intero credito acquisito  con la vittoria nei confronti  del Comune di Carpi, così da poter ottenere dalla banca  i corrispettivi per il futuro.  Di quella scelta il Comune ha  preso semplicemente atto il  13 settembre di quello stesso  anno, mentre a giugno aveva  già versato a Credem l’acconto  del 20 per cento. In questo  modo, versato con l’intento  di favorire l’avvio dei lavori,  l’anticipo è andato a sanare  parzialmente una situazione  debitoria dell’impresa. Resta  da vedere se la stessa tecnica  dell’incasso e dell’abbandono  dei lavori sia stata usata anche per gli altri cantieri, in una  corsa a tappare le falle finanziarie  che era destinata ad  arenarsi nel fallimento finale. 

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