Anche Lamma e Suor Bottura nel nuovo Servizio interdiocesano per l'ascolto e la tutela dei minori, non solo per l'ambito ecclesiale

Anche Lamma e Suor Bottura nel nuovo Servizio interdiocesano per l'ascolto e la tutela dei minori, non solo per l'ambito ecclesiale

Sarà operativo da lunedì 29 giugno, informa una nota dell'Arcidiocesi di Modena-Nonantola, il Servizio Interdiocesano per la Prevenzione, l’Ascolto e la Tutela dei Minori e delle persone vulnerabili (Sipatm). Il Servizio, diretto da don Maurizio Trevisan, è chiamato a offrire supporto alle realtà ecclesiali dell’Arcidiocesi di Modena–Nonantola e della Diocesi di Carpi, articolandolo attraverso varie modalità e attività: prevenzione e formazione su tutto il territorio; informazione e sensibilizzazione; formazione, sostegno e consulenza agli operatori ecclesiali impegnati a vari livelli nell’ambito educativo e pastorale; collaborazione e sinergia con il Servizio Nazionale e Regionale per la Tutela dei Minori istituiti dalla Cei; rapporti con l’Autorità Civile e le relazioni pubbliche. 

 

Tra i compiti del Servizio c’è anche l’apertura di un Centro di Ascolto, di cui è responsabile la dott.ssa Maria Elisa Santini: attraverso la pagina dedicata nei siti dell’Arcidiocesi di Modena–Nonantola e della Diocesi di Carpi si possono avere tutte le informazioni per un primo contatto. nel team del Servizio, insieme a psicologi-psicoterapeuti e pedagogisti, fanno parte il carpigiano Luigi Lamma, giornalista e referente dell'area comunicazione, e suor Maria Bottura, psicologa-psicoterapeuta, referente del servizio presso il Servizio Regionale di Tutela dei Minori per la Diocesi di Carpi.

 

Fu Giovanni Paolo II, ha commentato monsignor Erio Castellucci, arcivescovo di Modena-Nonantola e amministratore apostolico di Carpi, il primo a occuparsi degli abusi su minori commessi nella Chiesa. La Cei ha poi formulato una normativa, chiedendo alle diocesi di creare Servizi di ascolto come quello che prenderà il via lunedì prossimo per le diocesi di Modena e Carpi e che ha richiesto un anno di studio e di lavoro. “Non si tratta – ha tenuto a precisare monsignor Castellucci – solamente di affrontare eventuali situazioni riguardanti il clero, gli operatori pastorali e gli educatori operanti a vario titolo negli ambienti ecclesiali, ma anche e soprattutto di formare al rispetto integrale delle persone, specialmente dei piccoli e dei fragili”.

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