Un'asta per palazzo Gandolfi

Altri 13 alloggi dopo i 15 già venduti per il fallimento Emiroma

Un'asta per palazzo Gandolfi

Si annuncia come un evento destinato ad avere un  notevole impatto sul mercato  immobiliare cittadino: il 23  gennaio prossimo andranno  all’incanto 13 appartamenti in via Menotti, nell’edificio che aveva ospitato fino al 1998 l’Istituto sacro Cuore, prima che lo acquistasse la ditta  Emiroma, con sede nella  capitale. Con lavori piuttosto complessi, inclusi scavi senza  precedenti in centro storico  per ricavare una capiente autorimessa sotterranea,  l’edificio venne trasformato in un prestigioso residence  condominiale al quale venne  restituito l’antico nome di  palazzo Gandolfi. Nel 2015  la ditta Emiroma è fallita e una prima vendita all’incanto  è già avvenuta nello studio  di un notaio romano, con le  cessione di 15 delle 28 unità  immobiliari assoggettate al regime fallimentare. Ora tocca alle residue 13 unità, aggiudicabili all’asta  con prezzo base di 112 mila euro e secondo procedure che, essendo la sede dell’asta a Roma, si annunciano diverse  rispetto a quelle abitualmente adottate dal Tribunale di Modena.  

E c’è una ulteriore  complicazione. Il fallimento di Emiroma e il conseguente mancato versamento di rate condominiali ha comportato un debito della stessa società verso i condòmini – che le hanno anticipate con il fondo di riserva – di diverse migliaia di euro. L'attenzione, per ricostituire il fondo, si concentra pertanto tutta sulla futura asta. Si aspettano risposte dal curatore fallimentare di Roma per capire se si procederà normalmente secondo procedura fallimentare o per via di esecuzione immobiliare: gli scenari, a seconda dell’una o dell’altra scelta, sarebbero molto diversi. Il tutto rende pressoché indispensabile, per i potenziali acquirenti, rivolgersi a professionisti, intesi come consulenti legali e immobiliari. 

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