Gli oppositori alla scelta del nuovo ospedale. Struttura in tempi record dalla protezione civile

Non demorde il pool di associazioni ambientaliste e formazioni politiche contrarie alla realizzazione di un nuovo ospedale sui terreni ora agricoli del quadrante di nord-ovest e favorevoli piuttosto alla ristrutturazione di quello esistente (nella foto, il rendering di quello che viene proposto come alternativa, con parcheggio multipiano). Oggi un loro nuovo pronunciamento, ispirato dalla notizia che l'Ausl ha predisposto il progetto tecnico-economico della nuova struttura necessario ad avviare la variante di piano e la fase degli espropri, si prende l'apertura del Carlino. Dove si ricordano i principali punti di disaccordo: ulteriore consumo di suolo; scelta di un'area non urbanizzata che comporterà tempi più lunghi sia per gli espropri che per le opere primarie; uso strumentale della definizione di “ospedale di area” per giustificare quella che in realtà sarà una struttura con il medesimo numero di posti letto; preferenza da accordare alla medicina territoriale piuttosto che alle grandi opere ospedaliere; indeterminatezza circa il riuso dell'area attuale per la quale il Sindaco avrebbe parlato di un “Central park” molto ipotetico e illusorio; mancato coinvolgimento del Consiglio comunale e della città in una reale discussione. Le spiegazioni fornite in passato, evidentemente, non sono ritenute soddisfacenti e si sta verificando il classico dialogo tra sordi.

 

Si resta in area ospedaliera con l'apertura della Gazzetta dedicata invece alla prova di efficienza e rapidità fornita dalla Protezione civile. In appena un giorno e mezzo ha innalzato nei pressi del Poliambulatorio la struttura di 12 metri per 18 che servirà alla campagna vaccinale dei prossimi giorni, con l'afflusso di nuovi chiamati per fasce d'età, mentre si stanno completando i richiami per gli over 75 e sempre nella speranza che ci siano abbastanza vaccini a disposizione. Mauro Zanazzi, responsabile della Protezione civile di Carpi e noto per il ruolo svolto durante il terremoto del 2012, non nasconde, nella circostanza, la propria soddisfazione per l'impresa. 

 

 

Sulle pagine provinciali del Carlino ricompare Erika Borellini, la giovane studentessa che sollevò il caso della mancata ammissione per pochi punti al corso di laurea in Ingegneria, giustificata dalla propria necessità di accudire alla madre colpita da aneurisma cerebrale. Questa volta, oltre a criticare il ritardo con il quale la mamma è stata vaccinata e che aveva fatto temere, non potendo muoversi, il suo slittamento in coda alle prenotazioni, richiama l'attenzione sulla necessità che anche i caregiver che assistono familiari a domicilio, badanti comprese, possano fruire di una priorità nelle vaccinazioni. Un problema che vede schierata anche Loredana Ligabue, segretaria dell'associazione caregiver dell'Emilia Romagna.

 

Ai lettori, i più sentiti auguri di una Buona Pasqua.