I centri fitness di Carpi insieme contro il Covid

I centri fitness di Carpi insieme contro il Covid

Il mondo del fitness carpigiano si stringe a coorte. Come già accaduto durante il primo lockdown della primavera scorsa, cinque palestre cittadine si mettono intorno a un tavolo per cercare idee e soluzioni comuni al nuovo blocco dell’attività disposto dalle misure anti-contagio. Nel pomeriggio di mercoledì 18, i rappresentanti di Club Giardino, Health Club, Omnia Club, Pantheon Club e S.G. La Patria si sono ritrovati nuovamente per immaginare iniziative e strategie condivise in ottica della ripartenza.

“In questa fase ci stiamo confrontando per capire come si organizza uno e l’altro, condividendo problematiche e idee – spiega il direttore del Club Giardino Davide Bellei – L’obiettivo è quello di condividere problemi e possibili soluzioni e trovare un piano di iniziative congiunte quando potremo riaprire”. I cinque centri fitness avevano già fatto quadrato nei duri mesi del lockdown integrale, quando adottarono risposte comuni per le rispettive clientele, tra cui i voucher di rimborso dei periodi di abbonamento non goduti: “Allora avevamo lo strumento dei voucher, al momento non c’è ancora normativa su questo – spiega Bellei – Le problematiche per noi sono principalmente legate alla liquidità, perchè i costi restano anche da chiusi e ci saranno quando si riaprirà, ma si continuerà a non incassare: a differenza ad esempio dei bar, che quando riapriranno riprenderanno a incassare, noi dovremo fare consumare ai nostri utenti gli abbonamenti non goduti”.

È insomma con questo spirito che Bellei e i colleghi Simone Apparuti e Cesare Traldi di Health Club, Umberto Berardi, Federica Amadei e Debora Meda di Omnia Club, Andrea Braghiroli e Paolo Prampolini di Pantheon Club e Francesco Gozzi e Cristina Luppi della Sg La Patria si sono nuovamente ritrovati: “La situazione è complessa per molti settori dell’economia – spiegano i gestori – ma per le palestre è davvero difficile. Questo periodo di stop, arrivato dopo che erano stati realizzati investimenti anche cospicui per svolgere le attività in sicurezza, rispettando pedissequamente le norme contenute nei vari decreti che sono andati alternandosi, ha rappresentato un ulteriore colpo per un settore che, è bene non dimenticarlo, vede occupate un numero non trascurabile di persone, oltre a rappresentare un presidio di salute sia fisica che psicologica per i cittadini, molto provati dai lunghi periodi di isolamento e inattività che hanno connotato questo 2020. Nonostante tutto questo, siamo abituati all’impegno, alla resilienza e vogliamo elaborare idee innovative e strategie per ripartire il meglio possibile non appena ci sarà concesso di farlo. Faremo del nostro meglio, mettendocela tutta, come sempre: lo dobbiamo a tutte le persone che ogni giorno, frequentando i nostri centri, trovano un luogo piacevole in cui coltivare una vita, quella vita sana che il virus ha, in così tanti, terribili sensi, cercato di strapparci via”.

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