Carpi sui giornali. Il manifestante sul tetto. Candidati in Fondazione

Carpi sui giornali. Il manifestante sul tetto. Candidati in Fondazione

Mentre da fonti ufficiose ed esperte (qualcuno che vigilava dall'alto) si apprende che i presenti al comizio di Salvini, nel momento di massima affluenza, potevano essere intorno al migliaio, dando così ragione – fra tutte le ipotesi circolate – al calcolo del Carlino di ieri e che oggi parla di 1.500 persone, l'evento continua a tener banco nell'apertura della Gazzetta, mentre chiude la pagina dello stesso Carlino. Non è però il comizio, oggi, l'argomento dei servizi dei due quotidiani, quanto alcuni episodi che gli hanno fatto da contorno.

 

 

Primo fra tutti, l'identificazione da parte della Polizia di quello che tutti ritenevano un giovane militante di estrema sinistra, capace di issarsi su un tetto per dispiegare uno striscione e di lanciare slogan con un megafono contro il Segretario del Carroccio, anche se nessuno li ha potuti sentire. Si è rivelato essere invece un militante comunista (foto la Repubblica), come si è definito lui stesso, di 71 anni, forse appartenente a un noto circolo della sinistra radicale della città, che è stato individuato, accompagnato in Commissariato ammanettato e denunciato per grida e manifestazioni sediziose. Quello della manette è il dettaglio sul quale si sofferma la Gazzetta, riprendendolo dalle dichiarazioni dell'avvocato dell'uomo che dice di averlo appreso da lui, come sarebbe confermato anche da testimoni, mentre il giornale precisa che il tipo di reato le prevede. Il manifestante – che alla Gazzetta dichiara di aver agito per contrastare "la gravissima deriva che stiamo vivendo” – rischia una sanzione amministrativa. Il Carlino affianca l'episodio alla rimozione dello striscione anti Salvini a Brembate, in provincia di Varese, che tante polemiche ha suscitato circa l'impiego della forza pubblica per reprimere l'espressione di opinioni.  Sull'impiego di 120 agenti, in occasione del comizio, interviene sulla Gazzetta anche il Sindaco per lamentare che avrebbe voluto che parte di essi fossero impiegati per altri funzioni, come aveva chiesto al Ministro dell'Interno. E sempre sulla Gazzetta si riferisce della perquisizione subita in piazza da una coppia per l'esibizione di cartelli recanti frasi di De André e Caparezza: l'episodio è stato filmato ed è diventato virale sul web.

 

 

Chiude la pagina della Gazzetta l'indiscrezione sulle imminenti nomine in Fondazione (due nomi su tutti: Claudio Saraceni fra i candidati del Sindaco di Carpi e Tamara Gualandi fra quelli della Camera di Commercio), contestate da Forza Italia e Lega per la parte che riguarda le designazioni dei candidati dei Comuni di Novi, Carpi e Soliera. 

 

E a proposito di Fondazione, il Carlino apre riferendo delle proteste sollevate da alcuni passaggi dell'intrattenimento affidato dalla Fondazione Cassa Risparmio Carpi al comico Claudio Lauretta, a latere della consegna dei premi di studio avvenuta l'altra sera. Genitori e presidi presenti, riferisce il quotidiano, sono sobbalzati sulle poltrone per alcune barzellette molto spinte che Lauretta ha raccontato imitando un noto critico d'arte e accompagnandole con vignette giudicate fuori luogo. La dirigente scolastica Rinaldini parla di "un intrattenimento che nulla ha a che vedere con lo studio e la cultura”, mentre la Fondazione si è scusata, ribadendo che lo spettacolo era stato concordato in anteprima, ma che il comico si è fatto prendere la mano. Dal canto suo Lauretta, che viene dal cabaret ed è diventato celebre con la trasmissione Colorado, ha sottolineato gli applausi a scena aperta ricevuti e ribadito che quello è il suo repertorio, proposto in molte altre occasioni, ma ha anche tenuto a esentare la Fondazione da ogni responsabilità

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