Carpi e Modena piangono Franco Belforti

A Carpi c'è chi lo ricorda sfrecciare a bordo del suo Maggiolone azzurro, e chi con la Vespa 125 rosso fuoco a festeggiare in centro una promozione del Carpi di Belluzzi, Jacovone e Gallina; e c'è chi ci ha giocato insieme a calcio nel Migliarina o nella formazione dello Sporting. Tante sfaccettature ed episodi, insomma, nei ricordi carpigiani di Franco Belforti, per tutti Frank, scomparso a 66 anni, ma un'unica immagine che le accomuna: quella di una persona di straordinaria simpatia, di un carattere gioviale e di una vocazione all'amicizia e alla convivialità che finirà per aver un forte peso anche nelle sue scelte professionali. Dopo Luciano Lugli, se n'è andato dunque un altro esponente di quella “Carpi da bere” per usare una definizione coniata in realtà per Milano, ma che segnala lo spensierato spirito imprenditoriale degli anni Ottanta, che seppe conquistarsi un posto in prima fila nell'ideare la moda giovanile al tempo dei “paninari”, in particolare adottando e reinventando un capo americano – la felpa –  del quale neppure negli States si erano capite tutte le potenzialità. Laureato in Economia e Commercio, perfezionatosi in marketing internazionale all'Ifoa, Belforti mise a disposizione del successo di Best company conoscenze acquisite e intuizioni, affiancando come direttore commerciale la creatività dello stilista Olmes Carretti e la lungimiranza dell'imprenditore Alfredo Saltini.

Dopo quell'esperienza, il matrimonio con Tiziana Panini, figlia di Giuseppe, il re delle figurine, scomparsa dieci anni fa, e l'ingresso nella Simint di Giorgio Armani, fecero di Belforti una personalità in vista soprattutto a Modena, come attestano la vasta eco avuta dalla sua morte nel capoluogo e l'ampio spazio che gli è stato dedicato questa mattina dai quotidiani modenesi. L'inesauribile carica di simpatia che lo caratterizzava ha fatto della propensione convivialità un tratto distintivo della sua indole, insieme all'amore per la modenesità, che fosse rappresentata dal volley, dal calcio o dalla cucina. Proprio quest'ultima passione lo aveva indotto a dar vita a "I sapori di Modena”, azienda di commercializzazione delle specialità enogastronomiche della provincia per la cui promozione mise a disposizione tutte le proprie capacità di buon conoscitore dei mercati internazionali.