I Carpigiani dell'isola di Malta

Viaggi - Inatteso incontro con madre e figlio che l'hanno scelta per viverci da pensionati

I Carpigiani dell'isola di Malta

LA VALLETTA (MALTA) – La signora Bice, quando sale in autobus ha il passo fermo e deciso, che non tradisce i suoi ottanta e bassa anni. «Mama, sédet lè», gli intima il signore che l’accompagna e la frase, in deciso dialetto modenese, non lascia adito a dubbi. «Di dove siete?», chiedo incuriosito; «Di Modena», risponde rimanendo sulle sue il signore. «Io sono di Carpi, sono qui a Malta per qualche giorno di vacanza», replico io, «Èd Chérp? – fa la signora Bice – mo l’è impussibil, lò al schersa. Anch’ nueter a som ed Chérp». E invece è proprio così, tre carpigiani (mia moglie no,è nata a Modena) sullo stesso autobus perso per una strada ingolfata di traffico alla periferia sud della Valletta, nel cuore del Mediterraneo. Un caso? «Di italiani – ci confida l’uomo, il figlio della Bice – qui a Malta ce ne sono tantissimi, ma è veramente la prima volta che sull’autobus incontriamo dei carpigiani». Lui e la madre (all’anagrafe Bice Ascari) sono ormai due pensionati residenti a Malta: «Io sono sbarcato qui due anni e mezzo fa e mi sono trovato benissimo, mia madre ha deciso di seguirmi otto mesi or sono ed ora viviamo qui in pianta stabile, ma siamo tornati a Carpi anche di recente per non perdere i contatti». Malta, l’isola dei Cavalieri dell’0rdine Ospitaliero di San Giovanni, un puntino o poco più fra le coste della Libia e quelle della Sicilia, terra di sole, di mare e di vento, ricca di fortezze inespugnabili ed inespugnate, meta di un costante flusso turistico e non solo.

«A Malta – ci spiega Stefano Allorini, imprenditore carpigiano, importatore ed esportatore di miniature militari e non solo, con deposito in via Guicciardini – basta una settimana per impiantare una ditta. Autorizzazioni e permessi nel giro di pochi giorni sono disponibili e l’attività, volendo, si può avviare in un batter d’occhio. Cosa che in Italia è assolutamente impensabile. Dal punto di vista fiscale le agevolazioni non mancano anche se Malta fa parte dell’Europa e non può considerarsi un “paradiso fiscale”. Noi ci avevamo pensato di aprire un punto commerciale sull’isola, ma poi, conti alla mano, abbiamo visto che non ci conveniva. Forse è più conveniente la Spagna, ma dipende anche dalla tipologia di azienda che si vuole aprire». E i pensionati? «Sia io che mia madre siamo in pensione – assicurano i nostri due interlocutori intercettati sul bus della Malta Public Transport – qui la vita costa un venti per cento in meno che non da noi, c’è un clima ottimale e, fuori dalle località costiere più frequentate dai giovani, c’è tranquillità e non c’è criminalità, Basta mantenere la residenza in Italia e i vantaggi sono evidenti». Malta, dal canto suo, sta vivendo un momento molto particolare: la cementificazione delle coste è un fatto ormai consolidato ma non ancora concluso perché sono innumerevoli i cantieri ancora aperti sulle baie e sulle insenature più distanti dalla capitale, lungo la costa nord dell’isola. Dentro, Malta e Gozo (la seconda isola dell’arcipelago) conservano ancora quasi intatto il fascino di un tempo, con i campi ricoperti di fiori gialli, i siti neolitici più antichi d’Europa, la 365 chiese che ne punteggiano città, borghi e villaggi. E gli italiani? Sono italiani gli autisti degli autobus, i titolari (e i camerieri) dei maggiori ristoranti, molti dei negozianti dei villaggi turistici. Poi ci sono gli studenti della da poco istituita Università, in viaggio con Erasmus o qui per perfezionarsi in inglese che, assieme al maltese (l’unica lingua semitica d’Europa) è lingua ufficiale. Da non molto siamo ritornati di moda a Malta: i maltesi con qualche anno in più sulle spalle se li ricordano ancora i terribili, intensissimi e dilanianti bombardamenti aerei che per anni la Regia Aeronautica e la Luftwaffe hanno inutilmente condotto sulla roccaforte maltese, baluardo d’Inghilterra sulla linea di rifornimento che dalla Sicilia portava benzina, soldati e viveri ai corpi di spedizione africani in Libia. In quell’occasione tanti ipogei scavati nella roccia per estrarne la pietra color crema che caratterizza tutti gli edifici di Malta, vennero riadattati a rifugi contraerei e, ancora oggi, sono visitati dai turisti.

E la Bice, con tutto ciò che c’azzecca? «Niente – assicura lei che, giunta alla fermata in cui scende dal bus con il figlio al braccio, conclude –: Salutè tutt a Chérp. Saluti da la Bice Ascari».

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