Il turismo dopo Covid, non troppo lontano né troppo caro - 9

Da Scandiano ad Albinea alberi, pievi e cibi buoni

Concludiamo la nostra incursione reggiana con un itinerario a bassa quota (mai oltre i 400 metri), perfetto per  il sole tiepido di settembre. Da Scandiano ad Albinea, passando per Castellarano e Viano, tra grandi alberi, antiche pievi, ville da sogno, vulcani di fango e, naturalmente grandissimi piatti: il paradiso non è mai stato così vicino. CENTO RAMI E UNA QUERCIA –  La superstar dei monumenti arborei reggiani è senz’altro lei: quella che si trova a Rondinara di Scandiano e che, all’inizio degli anni Ottanta, Valido Capodarca, pioniere dei dendronauti ita- liani, ha chiamato la “Quercia dei cento rami” (localmente conosciuta come la “Grande quercia”). Forse i rami della gigantesca roverella non sono proprio cento, ma è davvero incredibile che dopo tre secoli di vita in posizione così isolata, sulla sommità di una collina a 350 metri di altezza, vanti ancora una chioma e un’architettura perfetta. Sono 25 anni che seguo la Grande quercia e visitare questo colosso di 5,50 metri di circonferenza, col grande vigneto che la circonda e un panorama mozzafiato sulle dolci colline reggiane, è sempre bellissimo; ma vi assicuro che vederla illuminata dal sole rosso dorato del tramonto, inarrivabile make-up della natura, è un’esperienza quasi catartica. Alla roverella, che si trova sul Monte Evangelo a sette km da Scandiano,  si può arrivare in diversi modi, ma io consiglio il facile e pittoresco sentiero che parte dal Risto- rante Evangelo (dove si può parcheggiare il veicolo) e dopo 2-3 chilometri arriva ai ruderi di una casa colonica, a fianco della quale svetta la quercia. LA PIEVE DEGLI INNAMORATI – Castellarano, con la sua rocca, splendida porta di ingresso della pittoresca parte alta della città, merita sicuramente una visita: ma io voglio portarvi sulle colline che dominano l’abitato e in particolare in località San Valentino, piccolo borgo stretto intorno ad una delle chiese più antiche e belle della Diocesi di Reggio Emilia, la Pieve dei santi Eucladio e Valentino. Restaurata di recente, ma risalente addirittura al VII secolo, è di impianto romanico, come testimoniano alcuni capitelli nella navata principale. L’adiacente canonica ospita poi il museo dedicato ad un seminarista martire, Rolando Righi. Ad un paio di chilometri dalla chiesa segnalo la presenza, sul lato sinistra di via Telarolo, di una mae- stoso esemplare di roverella (4,40 mt di circonferenza): il mio consiglio? fermatevi, guardatela e sparatevi un bel “dendroselfie”.

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