Si riaccende la battaglia sul futuro della Cispadana

Dopo il rinnovo della concessione dell’A22 ad Autobrennero Spa che è socia

Si riaccende la battaglia sul futuro della Cispadana

Il nodo Autobrennero Cispadana entra a pieno titolo nella campagna elettorale in corso, dopo l’annuncio del Ministero dei Trasporti che il Cipe ha rinnovato per altri trent’anni ad Autobrenenro Spa la concessione per la gestione dell’A22. Il primo a cogliere la palla al balzo è stato il sindaco Alberto Bellelli che vi ha collegato subito la possibilità, grazie all’aumento da 80 a 140 dei milioni previsti dall’accordo per la realizzazione di opere viarie complementari, di risolvere con una rotatoria l’annosa questione del collegamento tra il casello di Carpi e la viabilità ordinaria.

 In compenso, Pd e Movimento 5 Stelle hanno interpretato in modo opposto le ricadute della nuova concessione – la prima firmata dal governo gialloverde dopo la tragedia del ponte Morandi – soprattutto per quel che riguarda la realizzazione della Cispadana, aggiudicata alla concessionaria Arc, Autostrada regionale Cispadana, della quale Autobrennero Spa detiene il 51 per cento, mentre il 49 è suddiviso tra privati e società cooperative. Secondo la consigliera regionale Giulia Gibertoni e il capogruppo dei 5 Stelle in Regione, Andrea Bertani, respingendo la richiesta della Regione Emilia Romagna di finanziare la Cispadana con i pedaggi dell’A22, la delibera del Cipe avrebbe messo una pietra tombale sulla realizzazione della nuova arteria. Sicchè, se la Giunta regionale fosse invece intenzionata a proseguire sul percorso intrapreso, dovrebbe aggiungere altri cento milioni ai 179 già stanziati, contravvenendo così alla promessa del presidente Stefano Bonaccini di non impegnare un solo centesimo in più sull’opera. Gli esponenti pentastellati chiedono dunque a Bonaccini da dove preleverebbe quella somma e se non sia più opportuno destinarla al trasporto pubblico ferroviario regionale. Di parere diametralmente opposto è il consigliere regionale del Pd, Luca Sabattini che vede invece proprio nella delibera del Cipe la premessa per dare corso alla Cispadana. I 5 Stelle, a suo dire, non si sarebbero accorti di quanto comunicato qualche giorno fa dalla stessa Regione e da Autobrennero Spa che hanno stabilito che le risorse per la Cispadana non sarebbero derivate dai pedaggi dell’A22, bensì da una ricapitalizzazione di Arc, per cento milioni da parte della stessa Autobrennero Spa con capitali propri e per altri cento dalla Regione, che così si impegnerebbe complessivamente per 280 milioni di euro, contribuendo a garantire la bancabilità del progetto. È un accordo, secondo Sabattini, che potrà anche non piacere al ministro Toninelli, da sempre contrario alla Cispadana, ma che taglia completamente fuori il Governo, già sconfitto sul fronte del passante di Bologna, della bretella Campogalliano Sassuolo e dello stesso rinnovo della concessione ad Autobrennero Spa della gestione dell’A22. 

Nella sostanza, la Cispadana sembra che possa riprendere il proprio contrastato cammino, a condizione però che la Regione ci metta altre risorse. Ed è per questo che la questione diventerà dirimente per il voto di novembre che deciderà a chi toccherà, il governo della Regione.

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