Prima nazionale giovedì al cinema Italia di Soliera

Si tratta di Quella mostruosa amorevole creatura

Prima nazionale giovedì al cinema Italia di Soliera

Prima nazionale di “Quella mostruosa amorevole creatura”, giovedì a Soliera. Si tratta di una creazione teatrale collettiva della compagnia catanese Città Sommerse Teatro, per la regia di Stefano Cenci, con l’assistenza di Chiara Davolio. Il sipario si alza alle ore 21.15, al Nuovo Cinema Teatro Italia di via Garibaldi 80.

 

"Protagonista dello spettacolo – si legge nella presentazione dell'opera – è una misteriosa casa in vendita, che è poi un luogo della memoria, uno spazio onirico dove si incontrano dopo moltissimi anni degli uomini, con tutti i loro difetti e orrori, esseri traviati dalla loro originaria purezza, che cercheranno di rievocare l’istante preciso nel passato in cui questa purezza è stata violata. Vogliono solo poter tornare a casa, riconciliarsi con quella mostruosa amorevole creatura, quel nido fragile dentro l’anima in cui poter accogliere la spensierata carezza di lasciarsi andare alla vita. Esiste nella vita di ognuno di noi un momento preciso in cui finisce l’infanzia. Forse è il momento in cui i nostri genitori ci hanno messo a terra per l’ultima volta e da allora non ci hanno più ripreso in braccio. Forse è quando cominciamo a parlare e pensare e ad agire in funzione degli altri. Tutto il resto della nostra esistenza è segnato da una mancanza: la mancanza di quegli abbracci materni che non tornano, se non trasfigurati o stemperati, e di quelle fantasie che erano portatrici di una vividezza, di una luminosità, di una innocenza, che non c’è più dato riavere. Una mancanza di amore che cerchiamo di colmare, a volte tiepidamente e a volte con voracità e avidità. Cresce così dentro ognuno di noi una pericolosa creatura che impariamo a dominare, per non esserne sopraffatti, e che ci accompagna fino all’ultimo giorno della nostra vita".

Città Sommerse Teatro nasce nel 2017 dall’unione di sei performer siciliani (Marta Allegra, Massimiliano Càrastro, Carlo Genova, Nanni Mascena, Valerio Severino e Sebastiano Sicurezza), con l’intento di promuovere un’idea di teatro inteso come luogo di gioco e di condivisione umana e creativa. Dallo studio della performing art e dalle tecniche legate alla danza e al teatro di parola, si rintracciano gli strumenti per una ricerca artistica a 360 gradi, con un particolare interesse a capovolgere la geometria classica dello spazio teatrale anche tramite la prospettiva del mezzo audiovisuale.

 

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