Porta Aperta cerca case sfitte per l’housing sociale

C’è un progetto

Porta Aperta cerca case sfitte per l’housing sociale

Il progetto si è classificato fra i primi nella graduatoria dell’apposito bando regionale finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Oltre al finanziamento regionale, poi, ha anche meritato l’attenzione dell’Unione Terre d’Argine che lo ha inserito nel suo Piano di zona, integrando il finanziamento originario ministeriale. 

Si tratta di “Non solo una casa per ripartire”, un progetto social housing per l’emergenza abitativa nel distretto di Carpi, lanciato da Porta Aperta Carpi in partnership con altre cinque associazioni presenti sul nostro territorio: La Tenda onlus della parrocchia di San Francesco, Dedalo onlus, il circolo Anspi Eden, i ragazzi del Circostrass e il circolo Anspi Madonna della Neve di Quartirolo. «Cerchiamo alloggi in comodato d’uso o a canoni molto calmierati per offrire una soluzio ne abitativa temporanea a nuclei familiari in situazione di emergenza – spiega Valentina Pepe, responsabile di progetto per conto di Porta Aperta –; vogliamo ampliare e rafforzare la rete di accoglienza dando una opportunità a famiglie che altrimenti rischierebbero di finire per strada». Il progetto assicura a chi offre un alloggio in comodato d’uso per un anno, il pagamento delle spese condominiali a carico di Porta Aperta, l’appoggio di un tutor e di un educatore esperto che affianchi la famiglia in difficoltà sul percorso di reinserimento sociale e altre facilitazioni. 

«Per ora disponiamo di due alloggi – puntualizza la responsabile del progetto – in cui abbiamo ospitato tre nuclei familiari di cui uno ha trovato una più stabile sistemazione. La nostra è una proposta di solidarietà sociale e umana rivolta a tutti i proprietari di alloggi sfitti per dare una risposta, per un anno o più, a situazioni che vengono da noi analizzate e che possono risolversi in quello spazio di tempo».

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