Quattrini a Metacarpi su lavoro figli e genitori

Quattrini a Metacarpi su lavoro figli e genitori

Vincere il senso di colpa per ritrovare serenità e consapevolezza nel rapporto con i figli: di questo e molto altro parlerà Enrico Quattrini all’incontro di giovedì 11 ottobre a Metacarpi, la rassegna di corsi di formazione promossa dallo studio Po&Bergamaschi. Pediatra affermato, punto di riferimento per le mamme di ogni generazione, Quattrini si presterà per un incontro rivolto a genitori lavoratori affinché ritrovino il giusto equilibrio tra affermazione personale e famiglia.

Dottor Quattrini, da cosa nasce questo corso?

«Nella mia esperienza ho incontrato moltissimi genitori che si sentono in colpa a lasciare i figli all’asilo. Lo capisco perché l’ho provato anche io in prima persona. Si lasciano confondere dalle reazioni del bambino, che ha ovviamente paura del distacco e piange, si arrabbia, fino a farsi venire vere crisi nervose. Vorrei aiutare le madri, tra le quali questi sentimenti sorgono più facilmente, a vincere l’angoscia del distacco, elaborando i loro sentimenti e quelli del bambino in maniera concreta, spiegando più nel dettaglio come funziona la mente dei più piccoli, quali dinamiche compaiono nelle diverse fasi di crescita, fornendo poi consigli utili per rendere la distanza meno dolorosa possibile. Il tempo di separazione può essere davvero una risorsa, sia per i genitori sia per i bambini, può essere un’occasione di arricchimento e produttività che rende il tempo insieme ancora più piacevole. Il distacco dalla famiglia è una fase della crescita, fa parte della vita, del diventare adulti. Prima i genitori acquisiscono questa consapevolezza, più serenamente riusciranno a vivere il loro rapporto con i figli, fatto di momenti intensi e sfuggenti: non vale la pena perdersi certi ricordi perché si è offuscati da sentimenti negativi»

 

Frequentare la scuola è quindi importante per lo sviluppo cognitivo dei piccoli..

«Assolutamente. Innanzi tutto perché si trovano in un ambiente stimolante, lontano da schermi e tv. All’asilo giocano e il gioco è fondamentale per lo sviluppo delle facoltà cognitive del bambino: più gioca, più le sue capacità si potenziano. A scuola i bimbi hanno la possibilità di stare all’aria aperta e sentire profumi, rumori, colori diversi da quelli abituali. E non ultimo, a contatto con gli altri bambini sviluppano l’empatia, la capacità di comprendere i sentimenti dell’altro, un’abilità che, inutile dirlo, sarà fondamentale per loro in futuro. Ma l’esperienza della scuola è importante anche per gli adulti: lì trovano una comunità di riferimento, possono condividere gioie e perplessità con altri genitori, confrontarsi e fare rete»

La televisione invece quali effetti produce sulla mente dei bambini?

«Il bimbo è un esploratore nativo: ama scoprire, imparare, cercare sempre nuovi stimoli. Quando guarda la televisione invece, non scopre nulla. Usa il cervello in maniera differente. La mente dei bambini cambia davvero a seconda di quante ore hanno passato davanti alla televisione: meno ne hanno guardata più la loro creatività sarà spiccata»

 

Ha notato un cambiamento nelle famiglie di oggi rispetto al passato?

«Negli ultimi anni sono aumentate moltissimo le fonti di informazione: se prima c’era la nonna che dava consigli e suggerimenti su come trattare il bambino, oggi si inseriscono molti altri attori, che spesso forniscono consigli generici e contradditori, mandando in confusione i genitori e gli stessi figli. È importante mantenere alcuni punti di riferimento, fidarsi di medici ed educatori che conoscono il bambino e sanno quindi dare suggerimenti  consapevoli. Poi beh, alle mamme direi di fidarsi sempre del loro istinto: è un campanello veramente infallibile. Lo dico per esperienza».

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