Trasporti fra ospedali: il volontariato non basta

Sanità - Forte aumento

Trasporti fra ospedali: il volontariato non basta

Cresce in bisogno di trasporto “interospedaliero” per i malati dell’area nord Ausl che comprende i due distretti di Carpi e di Mirandola e i due ospedali di zona, il Ramazzini di Carpi e il Santa Maria Bianca di Mirandola. Cresce in maniera talmente esponenziale che, secondo l’Ausl, le associazioni di volontariato presenti sul territorio non sono in grado di assicurare la copertura totale di questi servizi che impegnano ogni giorno autoambulanze attrezzate e personale non sempre disponibili.

Per questo, anche per il 2018 in corso, l’Ausl ha sottoscritto una convenzione con Modena 18 srl, una società privata con sede a Bastiglia, per concorrere alla copertura del servizio intraospedaliero. Secondo il vertice dell’Ausl modenese, il ricorso al privato ha carattere eccezionale anche perché Modena 18 ha in corso la procedura di accreditamento presso il servizio sanitario regionale ma non ha ottenuto ancora la certificazione finale. “Le associazioni di volontariato che svolgono attività di soccorso e trasporto sanitario – spiega l’Ausl – interpellate in proposito, hanno risposto di non riuscire anche per il 2018 a coprire il fabbisogno”. Un fabbisogno che, stando alla convenzione sottoscritta fra Modena 18 e Ausl, comporterà per l’azienda privata un tetto massimo di circa 215 mila chilometri di percorrenza che rappresentano più di 4 mila servizi individuali. Ben 204 mila euro, il compenso previsto per questa attività. Attualmente a Carpi sia la Croce Rossa Italiana sia la Croce Blu Carpi assicurano un servizio di trasporto dializzati: una quindicina gli assistiti affidati alla Cri, otto quelli che utilizzano il servizio della Croce Blu. Per restare in tema, occorre ricordare che nello scorso mese di ottobre l’Auser di Novi, che svolgeva trasporto di materiali biologici per conto della Cooperativa Domus, incaricata dall’Ausl, aveva protestato per l’esclusione da tale servizio che rientra proprio nell’attività di “trasporto intraospedaliero”. L’Ausl in tale occasione aveva puntualizzato che la riorganizzazione su aspetti logistici dell’erogazione dei servizi ai cittadini rispondo “a criteri di equità sull’intero territorio e di utilizzo sempre più efficiente delle risorse pubbliche di cui l’Azienda Usl di Modena è responsabile, mantenendo vivo il principio di massima sussidiarietà”.

f.s.

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