La Casa della Salute? Ferma alle fondamenta

Sanità - Da tre mesi non si vedeva nessuno al lavoro sul cantiere

La Casa della Salute? Ferma alle fondamenta

Anno difficile, il 2018, per la erigenda Casa della Salute di Carpi e anche il 2019 non si presenta proprio sotto buoni auspici. Secondo quanto ha dichiarato l’Ausl a richiesta di VOCE, il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere avrebbe dichiarato lo scorso 10 dicembre il fallimento della società Tes Energia srl, incaricata dei lavori di costruzione di questa importante struttura socio-sanitaria.

“La stessa società – precisa l’Azienda USL di Modena –, in precedenza, aveva comunicato all’Ausl la propria intenzione di non proseguire i lavori. Conseguentemente l’Ausl da un lato si è attivata per intraprendere le opportune azioni di tutela legale, dall’altro, seguendo quanto previsto dal Codice degli appalti, si è rivolta alla mandante Elettroservice Group S.r.l. per verificare la disponibilità a proseguire l’appalto alle stesse norme tecniche, giuridiche ed economiche previste dal bando. Il cantiere è stato consegnato lo scorso 16 luglio. Il 3 ottobre era stata consegnata la seconda area di intervento, fase preliminare alla demolizione di una sezione dell’attuale autostazione corriere”.

«Il cantiere? Sono tre mesi che lì non si vede nessuno a lavorare. Non mi chieda il perché. Io so solo che ho notato l’assenza assoluta di movimento e io, qui, ci passo tutti i giorni o quasi». Il cittadino che ci aveva avvisati nei giorni scorsi dell’insolita situazione venutasi a creare in viale Peruzzi, si era fermato davanti al cartello che riporta i dati di cantiere indicandocene i termini: consegna lavori 16 luglio 2018, c’è scritto sopra (come ha ricordato l’Ausl nella sua nota), data contrattuale di ultimazione lavori 14 luglio 2020, ma in effetti in via Peruzzi, sul sito della futura Casa della Salute di Carpi, al lavoro non c’era da tempo nessuno e non solo perché faceva freddo, come scopriamo ufficialmente oggi.

I fatti confermano che siamo fermi al palo da tempo: scavate le prime trincee e posati alcuni tombini del futuro impianto fognario, i lavori erano a un punto morto. Problemi, la ditta appaltatrice (Elettro Group, mandante, Tes Energia, mandataria) ne aveva avuti anche in altri cantieri sparsi per la penisola, e da tempo. A Cantù, questa estate, il Comune aveva rescisso di brutto un contratto di costruzione proprio per il prolungarsi nei ritardi di realizzazione dell’opera prevista.

Neppure in Municipio sono contenti di come stanno andando le cose: “Amareggiati per quanto sta avvenendo in merito ad uno dei cantieri più importanti per la nostra città – spiega il Sindaco di Carpi Alberto Bellelli – auspichiamo che l’Azienda Usl possa trovare al più presto il modo di continuare i lavori della Casa della Salute senza ulteriori stop, ovviamente in base alle opportunità concesse dal Codice degli appalti e dalle normative vigenti”.

Per quanto riguarda le realizzazioni edilizie, per essere sinceri, l’Ausl a Carpi non sembra proprio fortunata. Basti pensare all’ormai annosa vicenda del “corpo di collegamento fra i comparti operatori del Ramazzini e del monta lettighe antincendio” abbandonato all’ospedale. Un milione di investimento previsto, un anno di lavori preventivati, l’avvio dei medesimi nel 2015 e, tre anni dopo, siamo ancora lì a chiederci il perché e il percome i lavori non siano stati ancora ultimati.

Per completare il quadro del socio-sanitario in sospeso e lasciando un momento da parte l’Ausl, puntiamo lo sguardo sul Care Residence di via Nuova Ponente: “Si avvicina la realizzazione del nuovo polo anziani alla ex Cappuccina – informava una nota del Comune di Carpi nel mese di settembre dello scorso anno –, la Giunta comunale ha infatti approvato lo scorso 12 settembre il progetto esecutivo di questo intervento del valore di 4,3 milioni di euro”.

Da allora silenzio, anche se nello scorso mese di agosto i lavori del Centro diurno-Care Residence per anziani di via Nuova Ponente 2 sono stati aggiudicati formalmente a CME Consorzio Imprenditori Edili, società cooperativa con sede a Modena, per una offerta d’asta pari a 3,351 milioni di euro più Iva 10 per cento, con l’autorizzazione “alla consegna in via d’urgenza dei lavori al Consorzio aggiudicatario” .

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