Diffusione della scabbia: non aumentano i casi ma solo l'informazione

Salute - Partesotti: mai del tutto debellata

Diffusione della scabbia: non aumentano i casi ma solo l'informazione

L’8 di ottobre, un caso sospetto di scabbia a Carpi, il 12 uno a Mirandola (e uno a Modena), il 26 novembre due casi di scabbia a Novi e per finire, ma non è detto, una famiglia a Carpi, ai primi di dicembre, con ben tre casi conclamati. Nel frattempo una seria meningite batterica, un isolato batterio di meningococco in un minore asintomatico e un caso di Epatite A, tutti a Carpi. Non c’è da allarmarsi, sostiene l’Ausl, cose che capitano ogni anno, ma mettendo tutti i casi in fila (che sembrano fiorire anche nel resto della provincia) invece, un poco di allarme fra la gente serpeggia. 

Così abbiamo cercato di capirne un poco di più, quanto meno sul fronte specifico della diffusione della scabbia, una infestazione contagiosa della pelle che si verifica tra gli esseri umani e gli animali ed è causata da un acaro che scientificamente viene denominato “Sarcoptes scabiei”, un parassita piccolissimo e non individuabile all’esame visivo il cui tasso di infezione, in Italia, risulta in crescita e colpisce indifferentemente stranieri residenti e italiani.

“Recentemente – affermano all’Ausl, riferendosi al numero di casi segnalati dai servizi sanitari - abbiamo ridefinito le prassi comunicative rispetto ai casi di malattie infettive, decidendo di dare informazione dei casi in cui siano coinvolte strutture pubbliche o che comunque prevedano procedure di profilassi nei confronti di vari soggetti. Questo per due motivi: fornire un'informazione corretta e, soprattutto, tutelare le persone coinvolte, in quanto sempre di più spesso sul web (e non solo) escono notizie che riportano particolari facilmente riconducibili al caso specifico”.

Questo spiega come mai sulla stampa appaia più sovente che non in passato la notizia di qualche caso di malattia infettiva ma non perché se ne debbano registrare così tanti.

«In realtà – ci dice la dottoressa Simonetta Partesotti, responsabile della Pediatria di Comunità dell’area nord – la scabbia non è mai stata debellata del tutto anche nella nostra zona. La mia esperienza professionale lo conferma; sono stata per parecchi anni medico scolastico e di casi in quel periodo ne ho registrati tanti. La scabbia, che non colpisce solo i bambini ma anche gli adulti, ha un periodo di incubazione che va dalle sei alle otto settimane e spesso la si contrae in viaggio, magari durante una vacanza, dormendo in locali non adeguatamente ingienizzati. Poi, una volta a casa, in un primo tempo viene scambiata per una allergia cutanea. Quando a grattarsi, in famiglia, si comincia ad essere in due (o in tre come nel più recente caso segnalato), si scopre che non di allergia si tratta bensì di scabbia».

E’ una affezione grave?

«Basta utilizzare una pomata a base di Permetrina, un antiparassitario, e attuare un lavaggio a 60 gradi di tutta la biancheria, compresi i copri divani e i copri letto, per tenere a bada l’acaro che, lontano dal corpo umano, muore rapidamente».

Di scabbia ne sentiremo ancora parlare?

«Io mi attendo una ricomparsa di casi a partire da febbraio quando sarà trascorso il periodo di incubazione dell’acaro che qualcuno avrà contratto suo malgrado e senza accorgersene durante le vacanze natalizie trascorse in giro per il mondo».

“I dati relativi a casi e focolai di scabbia segnalati tra il 2013 e il 2017 nella provincia di Modena non seguono un andamento lineare – comunica l’Ausl –. Per quanto riguarda i focolai, si va da un minimo di 22 (2016) a un massimo di 33 (2015). Anche sui Distretti sanitari la distribuzione non è omogena. Per quanto riguarda Carpi, negli ultimi 5 anni si va da un massimo di 10 nel 2013 a un minimo di 2 nel 2016. Nel 2018, alla data del 9 novembre, i focolai segnalati sono stati 4. Sempre nell’arco degli ultimi 5 anni in provincia di Modena si sono verificati solamente 2 focolai nelle comunità scolastiche, uno nel 2015 e uno nel 2016, a riprova della bassa contagiosità in ambito scolastico.

 

   L’andamento altalenante, proprio della malattia, si conferma anche analizzando le segnalazioni per scabbia riferite alla popolazione per fascia di età 0-14. Per quanto riguarda i residenti nel Distretto di Carpi di questa fascia di età si osservano 14 casi nel 2015 (dato più alto), mentre nel 2013 uno solo. L’anno scorso i casi sono stati 8, e quest’anno, alla data del 9 novembre, 6”. 

“I dati relativi a casi e focolai di scabbia segnalati tra il 2013 e il 2017 nella provincia di Modena non seguono un andamento lineare – comunica l’Ausl –. Per quanto riguarda i focolai, si va da un minimo di 22 (2016) a un massimo di 33 (2015). Anche sui Distretti sanitari la distribuzione non è omogena. Per quanto riguarda Carpi, negli ultimi 5 anni si va da un massimo di 10 nel 2013 a un minimo di 2 nel 2016. Nel 2018, alla data del 9 novembre, i focolai segnalati sono stati 4. Sempre nell’arco degli ultimi 5 anni in provincia di Modena si sono verificati solamente 2 focolai nelle comunità scolastiche, uno nel 2015 e uno nel 2016, a riprova della bassa contagiosità in ambito scolastico.

   L’andamento altalenante, proprio della malattia, si conferma anche analizzando le segnalazioni per scabbia riferite alla popolazione per fascia di età 0-14. Per quanto riguarda i residenti nel Distretto di Carpi di questa fascia di età si osservano 14 casi nel 2015 (dato più alto), mentre nel 2013 uno solo. L’anno scorso i casi sono stati 8, e quest’anno, alla data del 9 novembre, 6”. 

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