Jonathan Coe: la Brexit per ridere, solo un po’

Jonathan Coe: la Brexit per ridere, solo un po’

Avevo perso le tracce dei miei personaggi da dieci anni e un giorno, vedendoli rappresentati a teatro, mi è venuta voglia di reincontrarli nuovamente nella mia immaginazione”. Così Jonathan Coe (a lato) ha rivelato la chiave ispiratrice del suo nuovo romanzo, “Middle England”, terzo volume di quella che solo strada facendo è diventata una trilogia (insieme a “La banda dei brocchi” e “Circolo chiuso”). Interprete dello humour inglese più sofisticato, alla Festa del Racconto Coe ha regalato risate a fior di labbra, alternate a momenti di riflessione rispetto al tema dell’incontro, la Brexit. 

La sua ultima creazione infatti racconta l’Inghilterra a partire dalla campagna referendaria del 2016 per chiedere ai cittadini se volessero o meno continuare a far parte dell’Unione Europea. “Ne è risultato un Paese completamente diverso da quello che immaginavo di conoscere – ha spiegato Coe –. Un Paese che credevo fosse venuto a patti con la sua appartenenza al continente, con l’idea di cooperare con le altre nazioni, che avesse superato le sue ossessioni rispetto alla seconda guerra mondiale e agli imperialismi del diciannovesimo secolo. Ho sbagliato: il suo scetticismo rispetto al progetto europeo è venuto a galla in modo drammatico”.

 È la crisi di un mondo che oggi è più ricco che mai, ma che distribuisce benessere in modo iniquo. “Questo fallimento ha favorito i movimenti populisti – ha continuato – e anche in Gran Bretagna la campagna elettorale ha cavalcato il malcontento. I problemi cominceranno davvero quando le persone si renderanno conto che le loro vite peggioreranno. Se un paese vuole sopravvivere deve superare le sue differenze, creare relazioni e stabilire un dialogo civile. I politici di oggi sono anziani e i loro elettori altrettanto: spetterà alle nuove generazioni prendere in mano il proprio destino”.

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