Con Carpi in Azione, Verrini porta a Carpi il movimento di Carlo Calenda

Con Carpi in Azione, Verrini porta a Carpi il movimento di Carlo Calenda

Una cinquantina almeno di persone hanno fatto da cornice, alla libreria la Fenice di Carpi, all'incontro pubblico con il quale Giorgio Verrini ha sancito il proprio definitivo distacco da Carpi Futura; ha presentato una piccola raccolta di interventi e riflessioni dal titolo "Vi do un consiglio”, dedicati ai temi che, dal territorio alla sanità, hanno più caratterizzato la propria esperienza di Consigliere comunale; e ha ufficialmente presentato la nuova formazione alla quale è approdato, schierandosi con Carlo Calenda e la sua Azione, per la quale ha presentato Giulia Pigoni, candidata alle Regionali con la lista di Stefano Bonaccini.

 

Ha spiegato le ragioni che, dopo la scelta – successivamente rientrata – di Carpi Futura di schierarsi con Lucia Borgonzoni, lo hanno indotto a separare la propria strada da quella della lista civica, dove, ha spiegato, all'avvicinarsi della scadenza elettorale sono emerse le divisioni latenti. "Io – ha affermato – pur non essendo d'accordo su moltissima cose con l'attuale e precedente Amministrazione della città, ho ritenuto di compiere una scelta riformista che non mi avrebbe mai permesso di sostenere Borgonzoni”. In più ha detto di aver intravisto, alle origini della cocente sconfitta elettorale di CF una campagna eccessivamente affidata ai social e alla comunicazione impersonale, piuttosto che al contatto diretto con le persone. Dopo aver definito il proprio opuscolo distribuito ai presenti un semplice “ricordino”, Verrini ha spiegato la sua adesione ad Azione con la concretezza, la competenza, il linguaggio chiaro, diretto e politicamente non corretto di Carlo Calenda che, senza mai essere offensivo, ha detto semplicemente di Lucia Borgonzoni che non la vede, al contrario di Bonaccini, all'altezza di guidare una Regione come l'Emilia-Romagna. Lo ha definito pragmatico, intelligente, coraggioso, anche nel suo essere perfino un tantino elitario, interprete di quella borghesia 3e di quegli ambienti intellettuali che hanno sempre avuto un ruolo nei grandi cambiamenti. Un uomo di sinistra, ha sottolineato sempre a proposito di Calenda, pur mantenendosi fortemente critico verso il Pd, soprattutto per la sua scelta, come avrebbe spiegato successivamente Giulia Pigoni, di dare vita a un'alleanza con i Cinque Stelle e anche perché, ha precisato rispondendo a una domanda sulle ragioni della sua fuoruscita dal Pd, a mostrarsi incoerente non è stato Calenda, bensì il Pd.

 

 

La candidata ha dato anche alcune informazioni pratiche, ricordando che i gruppi pro Calenda nel Paese sono 120 e si chiamano tutti con il nome della città, con il suffisso "...in Azione” – Verrini guiderà dunque Carpi in Azione – anche se il movimento è appena agli inizi e non ha ancora il radicamento nei territori che richiede molto tempo. A occhio, la composizione del pubblico rispecchiava molto l'elettorato che si era identificato in passato nella lista civica (della quale erano presenti diversi esponenti), prima che in essa prendesse il sopravvento una tendenza di contrapposizione frontale e di scontro aperto con la maggioranza di centro sinistra: soprattutto elettori delusi dal Pd e in cerca di altri approdi convincenti, ma sempre al di qua dello spartiacque oltre il quale si estendono i territori del sovranismo populista.

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