Arletti e Fieni in Carpi Futura sempre più simile alla Dc

Questa mattina la presentazione dei due nuovi adepti

Arletti e Fieni in Carpi Futura sempre più simile alla Dc

"Dialogheremo con le forze politiche, anche guardando al governo della città che si sta un pochino fratturando”. A chi, del governo cittadino “fratturato”, alludeva in particolare Paolo Battini, presidente di Carpi Futura, alla conferenza stampa convocata stamane per presentare i nuovi acquisti della lista civica, Roberto Arletti ed Enrico Fieni? 

Forse i civici, pur avendo da tempo individuato il proprio candidato Sindaco in Michele Pescetelli, non hanno ancora perduto la speranza di ritrovarsi intorno a Simone Morelli, nel caso questi si portasse via da un Pd divenutogli ostile per le note vicende anche il pezzo del gruppo consiliare Pd che invece lo sostiene? Se così fosse, ci troveremmo di fronte, nel 2019, a uno scenario politico letteralmente sconvolto, con un Pd senza l'ala cattolica e dunque molto simile ai Ds, con una Carpi Futura infarcita di esponenti provenienti dal mondo cattolico, molto simile alla Dc e con un Rossano Bellelli, che la Dc pensava di farsela, sempre con Morelli, ma restando dentro il Pd, completamente spiazzato.

 

Frammenti di Prima repubblica, dunque, ricostituiti in presenza dei protagonisti della Terza,  Lega e Movimento 5Stelle, con i quali dovranno comunque fare i conti. Ed è più che probabile – essendo al momento l'ipotesi del ballottaggio molto realistica – che solo a quella data si vedranno le polarizzazioni, le vere alleanze. Intanto, Carpi Futura, parola di Battini, resta in stand by, cercando di interpretare fino in fondo la propria anima democristiana con allargamenti da tutte le parti, a destra come a sinistra.

 

 

Un esempio è proprio l'approdo dell'ex Pd Roberto Arletti, già uscito peraltro dal partito per dar vita al Gruppo Misto in Consiglio, e dell'ex Lega Enrico Fieni, segretario del Carroccio tra il 2015 e il 2017, che si sono presentati questa mattina, a fianco dello stesso Battini e della portavoce Giliola Pivetti.

 

Per Fieni la presentazione è consistita nella sottolineatura della propria estraneità ai modi dei partiti tradizionali che sacrificano alle logiche di coalizione le esigenze dei territori. E ha ribadito il primato dei temi sicuritari da lui inseriti nel Patto Città Sicura, alcuni dei quali –­ come la rifusione dei danni alle vittime di furti e rapine e il controllo di vicinato – sono stati adottati dalle maggioranze a guida Pd.

 

Per Arletti l'adesione a Carpi sicura è stato un ritorno agli entusiasmi politici perduti stando troppo a lungo con le "stalattiti” del Pd, partito da lui dipinto come alle prese con uno “scannamento tra fazioni”, in preda ad "arroganza, inconsistenza e ignoranza”, governato da Kalinka Boys incapaci di intessere rapporti con la città, quanto abili nei tatticismi. Ha riconosciuto alcune realizzazioni (l'illuminazione ai led, la manutenzione della piazza, la casa della salute, l'ipotesi del ristorante sul Torrione), prese peraltro dal suo programma di candidato sindaco alle primarie del 2013, ma ha messo nel conto del Pd il depauperamento di Carpi, l'annullamento di anni di benessere costruito con fatica e che nessuna luminaria può dissimulare. Ha insistito in particolare, Arletti, sullo spazio da assegnare ai giovani, sugli incentivi per l'avvio di start-up, sul varo di una Bottega di Archimede, ovvero un laboratorio di idee da sistemare nell'ex mercato coperto, perché il mondo sta cambiando molto velocemente e occorre assecondare la fame di futuro delle nuove generazioni.  

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