Un ritrovo web per donne che investono su se stesse

Eleonora Rovatti, da iODonna del Corriere a In Salotto con

Un ritrovo web per donne che investono su se stesse

La figura professionale di Eleonora Rovatti non è facile da identificare con un’etichetta specifica: il suo lavoro è un intreccio di passioni. Trent’anni, laureata al Dams, progettista di moda, un master in Marketing e Digital Communication allo Iulm di Milano, Eleonora è Creative Director e Digital Strategist nel settore fashion, design e food: il cuore della sua attività risiede nel costruire la strada migliore affinché un brand possa comunicare ciò in cui crede e quanto vale. L’ultimo progetto di Eleonora, ma solo in ordine di tempo, si intitola “In Salotto con”, quello che definisce “un luogo virtuale, visibile sui miei profili Facebook e Instagram il sabato mattina alle 10, in cui condividere la propria storia, un momento di scambio come nei salotti dell’Ottocento, dedicato alle donne”. A queste ultime, a ogni loro sfaccettatura, a ogni loro pregio, a ogni loro debolezza che possa trasformarsi in opportunità contro qualsiasi pregiudizio, Eleonora dedica molta della propria attività: l’universo femminile ha per lei ha un valore tutto speciale, che le è valso anche una collaborazione con il magazine iODonna. “In Salotto con” è nato durante il lockdown... «Il primo video è stato pubblicato il 3 aprile (in seguito si è aggiunto il podcast su Spotify, Spreaker, Apple Podcast e Google Podcast). Luca Ballestra, pittore e video maker, mi ha aiutata con le riprese: è stato un bellissimo lavoro di squadra, anche se in casa. Ci siamo reinventati in un momento in cui sembrava non ci fosse niente da fare: il digitale ci ha permesso di uscire dalle nostre mura e continuare a lavorare. Avevo da tempo questa idea in testa, volevo dedicare un format alle donne che lavorano come imprenditrici di loro stesse, che hanno coraggio, che utilizzano il digitale per raccontare il proprio lavoro e si reinventano per concretizzare i loro sogni»

Le donne che intervisti hanno forti personalità. «Ho sempre amato ascoltare le persone parlare del proprio mondo. Dai social media non sempre appare ciò che siamo o quanta strada abbiamo percorsa per arrivare dove siamo: confrontarsi con imprenditrici che hanno lavorato tanto per il proprio sogno è davvero fonte di ispirazione. Ho chiacchierato con donne italiane ma anche straniere, un’americana e una canadese. Mi piace ricordare Natalia Resmini con la quale ho collaborato per diversi progetti, l’ultimo è il libro illustrato de Il Matterello Pasta Fresca; Tia Taylor, youtuber da 30 milioni di views; Sara Ricciardi, designer che ha creato installazioni per il Fuorisalone di Milano; Jennifer dalla Zorza, Bra fitter e lingerie stylist per il programma Detto Fatto su Rai2, con la quale collaboro per il brand Magie Italiane. Ognuna di loro mi ha lasciato una emozione diversa, ho imparato qualcosa da tutte, ho scoperto che quando tutto sembra nero, c’è qualcuno nel mondo che crea una strada alternativa e che pensa di potercela fare. Ed è proprio così» Le “tue” sono anche donne libere. «Desidero trasmettere il concetto per cui ognuna di loro, di noi, può raggiungere i propri sogni e che non dobbiamo farci abbattere da giudizi e preconcetti. Sono stata molto contenta quando il magazine @iodonna_it (il femminile del Corriere della Sera) mi ha chiesto di esprimere la mia opinione sul body positivity, il movimento che ha rivoluzionato i tradizionali standard di bellezza. Un invito ad amare prima di tutto noi stesse con le nostre curve, perché esiste un universo di bellezza nel corpo della donna al di là delle etichette e della nostra professione. Sul web il body shaming è purtroppo ancora un tasto davvero dolente, come anche le discriminazioni di ogni genere. Ho conosciuto la storia di Alessandra De Tommasi, giornalista che si è messa emotivamente a nudo raccontando in un blog le sue avventure quotidiane nella pelle di una ragazza formosa e felice. Un vero inno a ritrovare equilibrio e rispettarsi ogni giorno. Anche da parte dei brand c’è una voglia sempre maggiore d’immaginare una realtà in cui le aziende italiane promuovano capi per tutte, perché siamo belle nella nostra diversità, qualunque sia il nostro fisico e il nostro titolo di studio. Non dobbiamo smettere di parlarne: identificarsi con certe definizioni crea divari e classificazioni inevitabili. Siamo tutte perfettamente imperfette e dobbiamo sottolineare le nostre qualità, non i nostri difetti»

Hai lavorato anche al progetto “99 e lode”, lanciato tra gli altri da iO Donna. «Sì, prima del lockdown. Il progetto era dedicato alle migliori 99 neolaureate che si affacciavano al mondo del lavoro. La cosa straordinaria è che ho potuto proporre la mia strategia di Digital Experience per documentare, attraverso i social media, le settimane di workshop che le ragazze avrebbero affrontato a Palermo, Roma, Milano: un’opportunità che le ha sicuramente aiutate ad avere più fiducia in loro stesse e nelle proprie capacità. Insieme a Giulia Accardi, fondatrice del movimento Perfectly Imperfect, le abbiamo sostenute nelle tre tappe per valorizzare il merito al femminile, un argomento in cui credo e crediamo moltissimo. Una delle insegnanti, Marianna Poletti, fondatrice della startup Just knock (oggi una vera impresa che tra le aziende clienti conta Adidas, Bosch, Enel, Decathlon, Ferrero, Gucci), è stata anche mia ospite “In Salotto con”. Ecco il potere delle relazioni».

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