Sul red carpet Carpi rende belli

Irene Panza, modellista, al festival di Cannes per gli abiti di molti vip MasterCard

Sul red carpet Carpi rende belli

Un’occasione strepitosa, un’esperienza impagabile per chi fa il nostro mestiere”, ammette

È reduce da un tour de force di moda e mondanità la carpigiana Irene Panza che, insieme ad alcune collaboratrici, ha curato gli outfit del jet set internazionale ospite della recente edizione del Festival di Cannes. Modellista e prototipista freelance, nonché docente di “Modello e Confezione” per ForModena, Irene ha collaborato a un progetto di MasterCard rivolto ai suoi migliori clienti ai quali è stato offerto un viaggio a Cannes nei giorni del festival con tanto di soggiorno in hotel a 5 stelle (il Majestic, per la precisione), red carpet accanto alle stelle del cinema e abiti da sera regalati per l’occasione dal colosso delle carte di credito. E qui è entrata in gioco la modellista carpigiana che è stata contatta da un’agenzia organizzatrice di eventi per gestire l’atélier allestito all’interno dell’albergo e ricevere gli ospiti vip di MasterCard per mettere a punto i loro vestiti. Irene ha portato con sé quattro fidate collaboratrici, sue ex allieve a ForModena: le sarte Sonia Sola, Anisoara Traistauru e Patrizia Pellegrini e Giusy Camellini che ha lavorato come responsabile della boutique. 

«Abbiamo “sdifettato” 260 capi in 14 giorni – racconta Irene Panza –: gli ospiti venivano in atélier, sceglievano gli abiti da sera e gli smoking acquistati per loro da MasterCard per partecipare ai vari eventi del festival, se li provavano e poi noi procedevamo con la personalizzazione: stringendo, allargando, accorciando, facendo orli, adattandoli alle loro misure, insomma». Inutile specificare che gli ospiti erano tutti del “bel mondo”: banchieri, dirigenti dell’alta finanza, amministratori delegati di grandi aziende, accompagnati dalle loro consorti. «Come responsabile dell’atélier serviva una figura che avesse sia un occhio “tecnico” sui capi che una buona manualità e sono orgogliosa di essere stata scelta insieme al mio team di bravissime collaboratrici – sottolinea –. Abbiamo lavorato a ritmi molto serrati, ma è stata un’esperienza davvero indimenticabile: abbiamo vissuto un sogno, contribuendo a regalare un sogno anche a chi veniva a vestirsi da noi». Da sogno erano anche gli abiti. «Per gli uomini solo smoking – spiega –, mentre per le donne si trattava di vestiti da sera: dai classici a sirena a quelli tempestati di lustrini e paillettes. Tutti eleganti e di lusso, molti dei quali realizzati da aziende italiane. È stato bello vedere la felicità negli occhi delle donne che uscivano dall’atelier con i loro abiti da dive. Per chi fa il nostro mestiere è un’occasione strepitosa e un’esperienza impagabile. Senza contare che siamo state trattate benissimo dallo staff dell’agenzia Absolute Blue e abbiamo “respirato” l’atmosfera glamour e mondana del festival».

 La soddisfazione più grande è stata quella di ricevere già una proposta per il prossimo anno. «Abbiamo lavorato bene, rispettato tutte le scadenze e siamo piaciute così tanto – conclude Irene – che ci hanno chiesto di ritornare».

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