Separati di nome e di fatto

Erika Cavallini ha interrotto il sodalizio con Tiziano Sgarbi completato nel 2016

Separati di nome e di fatto

Si sono separate le strade  di Tiziano Sgarbi ed Erika  Cavallini. Ha trovato conferma anche in su Fashion Magazine la voce secondo la quale che la designer è intenzionata a lasciare  la direzione creativa del marchio  che ha ideato e che prende  il suo nome. Sgarbi, dal canto  suo, continuerà a detenere la  proprietà dell’etichetta Erika  Cavallini con la sua Abraham  Industries, la società da lui fondata  a Santarcangelo di Romagna  e alla quale fanno capo anche  i marchi SemiCouture (sempre  disegnato dalla Cavallini),  Circus Hotel e Liviana Conti.  Nel 2016 l’imprenditore carpigiano  – che nel frattempo era  uscito da Twinset, azienda creata  insieme all’ex moglie Simona  Barbieri – acquista il 100 per  cento di Erika Cavallini. Interpellato  sull’operazione da IlSole24Ore,  Sgarbi commenta: “Ho  individuato in Erika una stilista  originale e veritiera, capace di  ‘vedere’ una collezione partendo  dai tessuti e da alcune precise  suggestioni, con un senso  del colore unico”.  Il sodalizio tra l’imprenditore  e la designer carpigiana  era iniziato già nel 2012 con  l’ingresso di Sgarbi nella società  SemiCouture della Cavallini. 

 L’azienda, fondata nel 2009 a  Crevalcore, per la produzione  si affida a laboratori e artigiani  tra Carpi, Ferrara e Reggio  Emilia. Una moda a chilometro  zero, che propone uno stile dalla  femminilità autentica e sincera. L’intento è quello di mantenere la cura artigianale  italiana del prodotto di  nicchia, con una precisa  idea di espansione.  Il brand ha un forte  spirito autobiografico  che affonda le sue  radici nella passione  della designer per la  moda come linguaggio  e arte applicata,  così come per gli  abiti come segni di  un vissuto personale  ed emozionale. Il  gusto della manualità  caratterizza collezioni  pervase da un senso di  moderno romanticismo  per una donna fuori dal  tempo e di grande personalità.  “Trovo che le cose  sartoriali di una volta siano  piene di fascino – dichiara  Cavallini nel 2013  a Voce –. I miei abiti sono  così: conservano un sapore  di passato ma diventano  moderni grazie a una  nuova interpretazione”.  E sul sodalizio  con Sgarbi, commenta:  “Quello con  Tiziano è stato un  bell’incontro, anche al di là  del business. Lui è rimasto colpito  dal mio progetto e adesso  siamo in società. 

Grazie a lui  abbiamo cominciato a investire  in comunicazione e pubblicità,  acquisendo una visibilità  mondiale”.  Negli anni il marchio Erika  Cavallini  cresce in modo  costante: nel 2016 arriva a fatturare  11 milioni di euro, apre  un negozio monomarca nel  cuore dello shopping di lusso  milanese in via Sant’Andrea e,  dal febbraio del 2018, inizia a  sfilare ufficialmente nel calendario  di Milano Moda Donna  ottenendo ottimi riscontri di  pubblico e critica. In passerella  ha presentato una collezione  autunno-inverno 2018-19  incentrata sul tema “Miseria e  nobiltà” per la quale la stilista  ha tratto ispirazione dal suo  archivio personale, come ha  spiegato alla stampa a margine  del défilé.  Come evolverà, senza la  sua anima creativa, lo stile del  brand? Cambierà nei contenuti  e nelle ispirazioni? Non è la prima  volta, a Carpi, che un marchio  “perde” il suo fondatore,  ma continua a esistere sul mercato  lo stesso. Basti pensare a  Cristina Gavioli.   

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