Incantato amante della bellezza ed educatore dei giovani

La scomparsa a 97 anni di don Nino Levratti

Incantato amante della bellezza ed educatore dei giovani

I genitori lo avevano battezzato con il nome di “Giovannino”;  tutti lo conoscevano più semplicemente come “don Nino”, un  personaggio che ha attraversato almeno dieci generazioni di giovani  e giovanissimi, imprimendo sulle loro fronti il simbolo del vivere  assieme, nel segno dello scoutismo e della bellezza della vita.  A novantasette anni vissuti lucidamente sino alla fine, don Nino  Levratti si è spento serenamente martedì mattina al Ramazzini  dove era stato ricoverato per le complicazioni di una precedente  caduta in casa. Nel cuore e nell’animo era ancora ieri quel “Giovannino”  di tanti anni fa, quando a Gavello di Mirandola, suo paese  natale, i coetanei e i più grandi lo chiamavano anche “Perché”  per quel suo eterno cercare i motivi del mondo che lo circondava.  Don Nino Levratti, infatti, era un incantato amante della bellezza  del creato in cui non ha mai rinunciato a cercare Dio, un  appassionato educatore di giovani, un curioso sperimentatore di  novità, sempre un passo avanti rispetto al tempo che si è trovato  a vivere.

 A novanta anni suonati, “Giovannino”, aveva addirittura  scoperto le immense potenzialità di internet e aveva iniziato ad  utilizzarlo come in passato aveva utilizzato il cinema e altri mezzi  audiovisivi per arricchire la sua opera pastorale fra i giovani e i  giovanissimi.  Ordinato sacerdote a guerra appena conclusa, il 7 giugno del  ‘45, don Nino Levratti era stato destinato prima alla parrocchia  di Mirandola e poi all’oratorio di Carpi. A Mirandola e, subito  dopo a Carpi, prende le redini della gioventù che vive intorno alla  parrocchia ed all’oratorio cittadino di Carpi, rifondando i riparti  scaut e facendo del metodo del generale inglese Baden Powell uno  strumento prezioso d’educazione alla serietà, all’impegno ed alla  formazione delle nuove generazioni. «Ogni sette anni, al termine  di ogni ciclo formativo dei ragazzi – raccontò don Nino Levratti  quando, due anni or sono, il Rotary di Carpi gli conferì il premio  Alberto Pio – dovevo forzatamente ringiovanire di sette anni per  prendere in mano la leva successiva». Da tempo era in pensione  ma saltuariamente, fino a quando ha potuto, ha concelebrato in  cattedrale, del cui Capitolo faceva parte a titolo onorifico.  

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