I protagonisti del 2018

I protagonisti del 2018

Eccoci dunque al riassunto  dell’anno, questa volta attraverso  una schiera di protagonisti, fra i  quali abbiamo scelto l’avanguardia  per la copertina. Il lettore avrà  capito: la redazione non ce l’ha  fatta, questa volta, a individuare  il Carpigiano dell’Anno. Tanto  agitarsi, tante individualità di  spicco, ma nessuna che sia riuscita  – ovviamente secondo la redazione  di Voce – a riassumere su di sé,  in positivo e con un deciso salto di  qualità, lo spirito cittadino. Non  per snobismo e per la trita storia  del nemo propheta, ma è un  segno dei tempi: tempi che riflettono  una città sempre meno coesa e  dialogante, dove si fatica a costruire  – data la varietà di codici e valori in  circolazione – un unico piedistallo,  compatto e riconoscibile, sul quale  ergere un figura simbolo capace di  esserlo per tutta la comunità. La  schiera delle figure di spicco o che  hanno semplicemente fatto parlare  di sé è comunque folta e ricca. Tanto  da obbligarci a ordinarla in ordine  alfabetico.

 

 

1 - AMPLO Enrica ha  dimostrato con la sua Tata  robotica che il linguaggio dei  programmatori si può imparare,  divertendosi. Lei per prima,  che ne ha fatto una professione  indirizzata alle scuole.  2 - ARLETTI Marco,  amministratore delegato di  Chimar, simbolo di innovazione  nel segno della sostenibilità e  ancora al vertice dei Giovani  industriali modenesi.  3 - ARTIOLI Serena, più  nota come Felicia Kingsley,  autrice di best seller rosa  abilmente promossi sui social.  Qualcuno l’ha definita la  rivelazione dell’anno.  4 - BEDOSTI Andrea,  amministratore delegato del  Gruppo Arbos. Nel 2016 il  suo Gruppo ha acquistato la  Goldoni, salvando la maggior  parte dei posti di lavoro. Nel  2017 ha dotato lo stabilimento  di Migliarina di un reparto  engineering all’avanguardia.  E quest’anno ha concluso un  contratto integrativo aziendale  con i lavoratori definito dalla  Fiom Cgil “innovativo su  appalti, salario e orario di  lavoro”.  5 - BELLELLI Alberto.  Anno difficile, dove ha dovuto  ribadire tre volte la propria  ricandidatura a Sindaco perché  cominciasse a essere presa in  considerazione, dissimulata  com’era fra le sue incertezze  e l’oggettiva contendibilità da  parte del suo Vice. Poi, la bufera  finale dalla quale sta cercando di  tirarsi fuori senza troppi danni.  Politici, s’intende.  6 - BENATTI Roberto,  da senza partito a catalizzatore  di consensi trasversali in nome  del partito anti Morelli e  scardinatore del sistema venuto  alla luce. Finirà che la corona  di candidato del centrodestra  saranno costretti a dargliela per  verdetto delle folle. Almeno di  quelle dei social.  7 - BIGARELLI  Daniela. Un Osservatorio  dell’andamento del tessile  spietatamente vero, il suo, tale  da richiedere una profonda  riflessione sul settore.  8 - BORGHI Monica,  presidente eternamente  “provvisoria” di Aimag, ha  messo a disposizione mezzo  milione per start-up giovani  e ha varato un piano di  investimenti da 230 milioni in  quattro anni. Non tutta farina  del suo sacco, ma ha dato spazio  a chi ne sa di più.  9 - BROZZI Marta,  amministratrice di Duna  Corradini: correggese con ditta  a Soliera, ha colpito i giovani  del MaC’è per come è riuscita  a raccontarsi, spiegando che le  carriere si costruiscono con lo  studio e il sacrificio.  10 - CARDINAZZI  Matteo, da neo segretario dei  Giovani democratici ha colpito  nelle sue uscite pubbliche e sul  web per una dote rara nel Pd e  nei giovani: l’ironia. Farà strada,  se il Pd esisterà ancora.  11 - CARRETTI Giorgio,  ha festeggiato i trent’anni della  sua Sea, volendo accanto a sé  moglie e figlia a rappresentare  la capacità di resistere di  un’azienda manifatturiera a  conduzione familiare, quando si  sappia essere umili e con i piedi  solidamente piantati per terra.  12 - CAVINA monsignor  Francesco. Gli va dato atto di  aver impresso uno sprint e un  dinamismo sconosciuti prima  d’ora alla Chiesa di Carpi,  magari a costo di sacrificare un  tantino la spiritualità. Peccato  che questo abbia finito per  tradursi in qualche ambizione  manovriera che lo ha staccato  da una parte del popolo dei  fedeli.  13 - DE BATTISTI  Davide è assurto a operations  manager di Aimag, componendo  con Chicco Testa il duumvirato  che consola Monica Borghi  della proprie eventuali  inadeguatezze. Ma quest’anno  gli si deve anche l’avvio delle  opere per l’acquedotto che  sembravano non dover partire  mai.  14 - DE NIGRIS  Armando è riuscito in poco  tempo a fare del proprio  Balsamico Village un forte punto  di attrazione turistica e una  cornice per eventi di rilevanza  cittadina, stabilendo anche una  patto di vivi e lascia vivere con i  tradizionalisti del Btm.  15 - DIACCI Enrico  sta dimostrando che si può  fare il Sindaco anche se non  si è di estrazione Pd, magari  restando molto fra le righe,  senza squilli, vaso di coccio fra  i vasi di ferro dei colleghi Pd  delle Terre d’Argine. Al suo  attivo, intanto, va il sostegno alle  piccole imprese che assumono e,  parrebbe, anche una inversione  di tendenza rispetto allo  spopolamento da sisma.  16 - D’ORAZI Mauro.  Il 2018 ha segnato per lui  la fine di un presidio degli  uffici comunali che sembrava  potesse durare in eterno. Ed è  parso a molti che, uscito lui, il  Municipio non sia più come  quello di una volta.  17 - FAGLIONI Corrado  è il terzo non politico a salire  al soglio presidenziale della  Fondazione Cassa Carpi,  forziere della città. È stato  espresso da un intrico di  manovre, quelle sì, politiche e  un tantino da Basso impero con  le quali sarà nel suo interesse  di tecnico di specchiata onestà  rompere definitivamente,  a vantaggio della propria  autonomia. E a partire dalla  rinuncia agli incarichi ricevuti  dal settore pubblico prima della  sua elezione.  18 - FICARELLI Emilia.  Alle soglie della pensione  è stata caricata anche della  responsabilità della Biblioteca  Loria, dopo quella dei ragazzi  da lei gestita con lungimirante  efficienza. È una trincea di  professionalità e rigore a tutela  dell’istituto, anche nei confronti  di chi confonde talvolta la  cultura con gli spettacoli di  piazza.  19 - GALANTINI  Cesare, protagonista della  prima parte dell’anno con la  vicenda dei rifugiati in un  suo appartamento, ha finito il  2018 con la dissoluzione del  “consorzio” LeU dove era  entrata anche la sua Sinistra  italiana. Perduti gli slanci iniziali  in materia di Polizia urbana che  gli avevano attirato simpatie  da destra, sta mestamente  conducendo in porto  un’avventura di Giunta partita  con ben altre ambizioni.  20 - GALLI Francesco  ha ceduto a marzo la quota  di maggioranza della sua  Millefili, mantenendovi  però il figlio Gabriele come  amministratore delegato e  garante sia dell’occupazione che  della continuità di un marchio  simbolo del tessile italiano. Gran  signore anche in questo.  21 - GHIZZONI  Roberto, amministratore  delegato di Dierregi, residente  negli Usa ed erede di una delle  dinastie delle macchine per  legno, è rientrato per lanciare,  insieme ad Alcide, la Optima  Omga, macchina troncatrice che  è anche un gioiello di design.  Un segnale di riscossa di un  settore declinante? Si vedrà.  22 - GIBELLINI Gianni,  monumento della modenesità,  ha deciso di investire a  Carpi per creare una casa  del commiato sul modello di  Modena, facendo intravedere  il superamento della vergogna  delle camere ardenti di via  Falloppia, oggetto più di  chiacchiere che di concreti  provvedimenti da parte di  Comune e Ausl.  23 - GORGÒ Roberto,  protagonista due volte,  quest’anno. Con la cessione  dell’area Migor ha creato  le condizioni per avviare  un concreto processo di  rigenerazione urbana.  E con l’acquisto della  licenza di produzione e  commercializzazione di Armata  di Mare ha riportato a casa un  marchio nato da queste parti.  24 - GUAITOLI Carlo.  Assunto nel contesto della  grandeur morelliana, è riuscito  a imprimere alla direzione del  Teatro, con la prima Stagione  da lui firmata, un indirizzo per  niente provinciale e di ampie  vedute, senza peraltro infrangere  i limiti consueti di spesa del  Comunale.  25 - GUERZONI Andrea, orgoglio cittadino nella City  londinese, fra i maggiori esperti  di finanza aziendale, è sceso un  attimo dall’aereo per tenere  una conferenza al Rotary. Ha  ribadito i propri legami con  la città e ricordato di essere  uno di quelli della “compagnia  della catena”. Già affianca  Marco Marchi nelle strategie  finanziarie di Liu Jo, ma lo si  vorrebbe vedere più spesso  impegnato a Carpi.  

26 - GUIZZARDI Marco,  immobiliarista alle prese con  la gigantesca espansione ovest  compresa tra via Nuova Ponente  e la tangenziale Losi, avviata  quest’anno. La scelta è tanto più  coraggiosa, quanto più invisa  ad alcuni settori della pubblica  opinione avversi al sacrificio di  terreno per ospitare nuove aree  commerciali. La sua parte di  mediazione – il resto competeva  al Comune – l’ha condotta in  prima persona, difendendo una  iniziativa con pochi precedenti  per vastità e impegno e che  può essere considerata una  scommessa, si spera vincente, per  l’intera città.  27 - IACOVELLI  Alessandro, da Carabiniere che  sa mostrare il proprio amore per  il territorio non diventandone  amico, ma facendo bene il  proprio mestiere senza mai  accontentarsi delle apparenze,  ha messo gli occhiali alla città,  facendo vedere cose che pure  erano sotto gli occhi di tutti.  28 - IANNACCONE  Sara, ventinovenne ingegnere  gestionale, è rientrata dalla  Cina, dove ha lavorato per  l’indotto di una grande azienda  automobilistica acquisita dai  Tedeschi, per prendere in mano  le sorti di La Fast, l’azienda  metalmeccanica che guida con  il padre e il fratello, facendone  una piccola industria 4.0. Un  percorso da augurare anche  ai tanti ragazzi di Carpi che  studiano e lavorano all’estero.  29 - LUGLI Emanuele  all’estero invece sta bene e non  tornerà tanto presto, essendo  fra i pochi docenti italiani  approdati alla prestigiosa  Stanford University di San  Francisco, dove insegna Storia  dell’Arte italiana, dopo aver  vissuto e insegnato a York, nel  Regno Unito. Ha solo 38 anni:  sentiremo ancora parlare di lui.  30 - MARCHI Marco  quest’anno ha continuato a  correre sulla pedana di lancio  di Liu Jo verso la Borsa, frenato  solo dalla volatilità dei titoli.  Intanto, il suo è fra i pochi  brand del settore, a Carpi, a non  aver aperto le porte ai fondi di  investimento.  31 - MOLINARI Anna è  stata anche quest’anno, con la  propria inconfondibile cifra stilistica,  la bandiera che sventola  sulla trincea della moda fatta a  Carpi, assediata dai colossi e  dal trend generale. Ogni giorno  conquistato dalla sua vicenda  imprenditoriale è un segnale di  speranza per tutto il settore e per  la città.  32 - MONARI Daniele,  presidente mirandolese della  Fondazione Hospice che  quest’anno si è finalmente  costituita. In un panorama assai  incerto quanto a risorse, insieme  alla localizzazione rappresenta  uno dei pochi punti fermi del  progetto.  33 - MORELLI Simone,  per la centralità della sua figura,  nel plauso e nelle critiche,  poteva essere l’uomo dell’anno  anche in questo 2018, come  lo è stato nel 2017, se quello  che qualcuno considera un  “sistema” imperniato su di lui  e che collegherebbe a vario  titolo, oltre al Comune, anche  Aimag, Fondazione e Diocesi,  non fosse finito nel mirino della  magistratura. Gli esiti si faranno  ancora attendere. Per ora si  può solo constatare che il suo  sistema di potere, se di questo  si tratta e se verrà dimostrato, è  stato costruito in questa Carpi  con la stessa facilità con cui una  lama di coltello entra nel burro.  34 - NERI Adamo, non  perché lo fa su questo giornale  ma, insieme agli “eretici” della  Scintilla, è una delle poche  voci che nel mondo cattolico  carpigiano affrontano ancora  temi legati alla spiritualità e al  messaggio evangelico.  35 - PATRIARCA  Edoardo. Chissà perché, a  sottolinearne la conquista di  un seggio al Senato, pur nella  tempesta elettorale che ha  travolto il suo Pd il 4 marzo,  viene in mente il calembour di  Marcello Marchesi “Chi non  muore si risiede”.  36 - PO Ruggero: un  ritorno in città che per molti è  stato un bel rinverdire ricordi  e ripassare giovinezze remote e  illusioni perdute.  37 - POZZI Valerio,  direttore di Opas, ha acquistato  definitivamente lo stabilimento  ex Italcarni, dichiarando volontà  di apertura alla città e di  collaborazione con altri settori  produttivi animata da energia  tutta lombarda.  38 - QUATTRINI  Enrico, pediatra affermato, è il  punto di riferimento di mamme  di diverse generazioni. Il suo  incontro dell’ottobre scorso per  la rassegna Metacarpi dedicato  ai genitori lavoratori in cerca di  equilibrio tra lavoro e figli ha  registrato il tutto esaurito. E si  capisce anche perché.  39 - RIGHI Riccardo,  giovane architetto modenese,  presidente del Carpi Urban  Center, ha fatto entrare Carpi,  unica località non capoluogo  di provincia, nella rete  europee delle agenzie urbane  che lavorano per includere  le comunità nelle scelte  urbanistiche.  40 - ROBERTO Cesare:  con lui, il Sarchio è diventato  uno dei soggetti propulsori  della cultura biologica a livello  nazionale  41 - SCHENA Giuseppe  vanta il poco lusinghiero  primato dell’unico presidente  di Fondazione Cassa Carpi  privato di un secondo mandato.  È stato uno degli eventi cardine  del 2018, simboleggiato dal  presidente dell’Abi, Giuseppe  Guzzetti sorpreso a suonare  alla porta del Vescovado per  perorarne la rielezione. Ma poi  arrivano i giorni delle vendette  e dei cadaveri galleggianti dei  nemici da contemplare dal  bordo del fiume.  42 - SETTI Gino ha  festeggiato i 63 anni del  suo Ginetto, maglificio  sopravvissuto a globalizzazioni,  delocalizzazioni, passaggi  generazionali, evoluzioni  tecnologiche, mutamenti  delle mode e del costume.  Un monumento al prudente  e diffidente conservatorismo  carpigiano, premiato dai  fatturati.  43 - SOLOMITA  Roberto, sindaco di Soliera, ha  trasformato un’idea urbanistica  uscita da un concorso –  dilatare il centro storico verso  la periferia per conferirle  più qualità – in un progetto  esecutivo. Un passaggio per  niente scontato.  44 - TESTA Enrico detto  Chicco. Caso singolare di  assenza presente o di presente  assenza. Forse non lo si vedrà  mai, da queste parti, ma una  certa allure ambiziosa che  sta ora circondando i piani e  le strategie di Aimag pare si  debbano un poco anche a lui.  45 - TOSI Simone,  assessore perennemente nel  mirino come pronosticavano  a inizio anno gli oroscopi per  il segno del Capricorno sotto  cui è nato. Dipinto di volta in  volta come cementificatore,  sradicatore di boschi, abbattitore  di alberi, si è preso più di  quel che forse gli spetterebbe  dal clima di frustrazione che  domina in città, diventandone  il bersaglio prediletto. Non  lo aiuta il carattere che  sembra essersi trasmessa pari  pari all’immagine, da molti  condivisa, di un Pd arrogante,  autosufficiente e che sa tutto lui.  46 - UNTERTHURNER  Alois Karl. Lo stile con il  quale ha affrontato il restauro  delle case Tapparelli (quinta  scenografica per il cantiere, gru  addobbata di luci natalizie) e  le idee espresse sul futuro di  Carpi hanno portato alla ribalta  una figura capace ancora di  entusiasmi e visioni ottimistiche  quali paiono essersi smorzate,  invece, nelle sedi che contano. Si  sprecano le richieste di contatti  con lui.  47 - VARISCO  Alessandro, ceo di Twinset.  Gli si perdonerà di aver messo  quest’anno Milano, nel marchio,  se le trattative in corso per la  fuoruscita del fondo Carlyle  non comporteranno anche il  suo abbandono di Carpi.  48 - ZINI Carlo.  Passata la fase recessiva,  sotto la sua presidenza  Cmb è tornata a varare  quest’anno, contestualmente  alla celebrazione del proprio  centodecimo anniversario, un  piano triennale decisamente  volto al bello. Con in più un  ringiovanimento dei quadri  e l’apertura verso l’estero.  È rimasto il solo colosso  cooperativo delle costruzioni  che non sia crollato sotto i  colpi della crisi e buona parte  del merito va a lui, per aver  resistito alla tentazione dei  facili guadagni immobiliari,  mantenendo saldamente i  piedi in più settori e con  committenze importanti.  

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