Le erbe spontanee: cibi e medicine naturali offerti dalla terra

Le erbe spontanee: cibi e medicine naturali offerti dalla terra

Le erbe spontanee non si possono coltivare ma sono loro che scelgono dove crescere e ogni pianta ha il suo “perché”. Questo è il concetto chiaro e semplice con il quale, Nicole Razzini, laureata in Scienze per l’Ambiente e per il Territorio, Guida ambientale escursionistica, ha deciso di costruire il suo stile di vita in totale contrapposizione alle abitudini di massa indotte dalle grandi catene distributive con un conseguente degrado ambientale. «Abbiamo una medicina nei nostri terreni che non conosciamo – afferma decisa Nicole –; le piante che troviamo nel nostro territorio come tarassaco, cicoria, silene ed altro, crescono qui per aiutarci a vivere meglio. Per esempio in India, le nostre piante non potrebbero nascere perché per quell’ecosistema le esigenze sono diverse dal nostro». 

Nata e cresciuta nelle campagne di Novi, fin da bambina l’interesse di Nicole è sempre ricaduto sulle erbe spontanee che spuntavano diverse a ogni stagione. Poi, dopo la laurea, decide di andare a lavorare in Irlanda come ragazza alla pari in un garden. Rientrata in Italia, Nicole Razzini frequenta a Monza la scuola di Progettista per Giardini e aderisce al Wwoof (World Wide Opportunities on Organic Farms), il movimento nato in Inghilterra negli anni Settanta in cui le persone che credono in uno stile di vita naturale e sostenibile si rendono disponibili a scambi di lavoro in fattorie con agricolture biologiche. Così, Nicole parte per lunghi periodi di soggiorno-lavoro in Giappone, Australia, Nepal, India, Sri Lanka e di nuovo in Italia nel circuito “La casa delle erbe” specializzandosi in cosmesi naturale, in tinture di tessuti e carta, nella cucina a base di erbe e fiori spontanei. Crostini al pesto di cent’occhio, frittata con borsa del pastore e papavero, zuppa verde con malva, crispigno, romice, tarassaco e senape, formaggio caprino con l’aglium, crostata alla crema con lavanda e viole: sono alcuni dei piatti che formano uno dei tanti menù realizzati con le erbe che Nicole raccoglie. E mentre il cuoco del locale di volta in volta ospitante le cucina, lei intrattiene i commensali raccontando miti, leggende e benefici ottenibili da questi frutti del suolo, per far conoscere e valorizzare sempre di più questi prodotti spontanei. Poi ci sono i bambini e i ragazzi che, come dice lei “...sono figli di un cellulare o chiusi in appartamento, abituati ai centri commerciali dove tutti gli odori sono uguali”. Per loro prepara dei laboratori didattici come “La Fata Ederella” o “Sherlok Gnoms” dove i bambini diventano dei piccoli detective alla ricerca e al riconoscimento delle erbe spontanee. E le “Osmie cornute”? Ovvero le api solitarie necessarie per l’impollinazione, dove le mettiamo? Nicole ha creato un percorso formativo nelle scuole in cui spiega la storia di queste api, poi porta le casette con il bozzolo da appendere a un albero così i bambini potranno assistere al loro ciclo vitale. Ritornerà a prendere le uova che nel frattempo si sono formate e le porta da un’entomologa per preservarle e quando si saranno ricreati i bozzoli nuovi li riporta nelle casette: tutto ciò per insegnare come tutelare l’habitat e la riproduzione delle api che sono a rischio estinzione. 

Infine ci sono le escursioni in montagna per adulti e bambini dai dieci anni in su che, come guida ambientale escursionistica, organizza periodicamente alla scoperta di alberi, erbe, leggende, tradizioni e luoghi storici. Ma Nicole non si fermerà qui: ci sono milioni, miliardi di cose che nascono dalla terra, ancora da scoprire.  

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