Crollo dei consumi, si salva l'online

Crollo dei consumi, si salva l'online

È un quadro allarmante quello tracciato dal Centro Studi di Confindustria Moda per Sistema Moda Italia per il primo quadrimestre del 2020. Nei primi mesi dell’anno i consumi di tessile e abbigliamento hanno registrato un calo del 37,7 per cento, con una flessione del 69 per cento nei mesi di marzo e aprile. Secondo la ricerca di Smi, considerando i volumi la variazione è stata del meno 31 per cento in tutto il quadrimestre e del meno 61 per cento nel bimestre marzo-aprile con i negozi chiusi a causa del lockdown da pandemia. Ad evitare il blocco totale dei consumi ha contribuito solo l’e-commerce, risultato in controtendenza (più 10 per cento) e con la quota di compratori online raddoppiata nei mesi della quarantena.

“I dati che emergono evidenziano due principali fattori: il primo che dalla riapertura gli imprenditori stanno creando tutte le condizioni possibili per tenere saldi i mercati ed evadere gli ordini – ha dichiarato Marino Vago, presidente di Smi –. Il secondo è la messa in chiaro che le richieste d’aiuto da parte delle imprese al Governo stanno trovando un’amara conferma nei numeri, che destano grande preoccupazione”. Per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali, nel solo mese di aprile le ore di cassa integrazione autorizzate sono state circa 47 milioni, triplicate rispetto a quelle richieste per tutto il 2019 (15 milioni). A maggio, invece, si sono “ridotte” a 14 milioni. Le figure più coinvolte sono gli operai: complessivamente si tratta del 65 per cento del settore moda, mentre gli impiegati si assestano al 15 per cento.

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