Armata di Mare a Migor: il brand torna a casa

Accordo di licenza con Facib per il brand che prese le mosse dal distretto

Armata di Mare a Migor: il brand torna a casa

Migor si aggiudica la licenza di Armata di Mare, marchio che si ispira alla Marina Militare, con la quale ha collaborato per la realizzazione del logo. L’azienda carpigiana ha siglato un accordo di partnership con Facib, gruppo della provincia di Varese che nel 2007 ha acquisito il brand. La licenza prevede la produzione e la commercializzazione della durata di cinque anni (con tacito rinnovo per altri cinque anni) della linea di camicie, della quale si è sempre occupata direttamente Facib. In un certo senso è un po’ un ritorno a casa per Armata di Mare creato negli anni Ottanta dall’imprenditore modenese Gianfranco Giovanardi, con il carpigiano Sauro Mazzola, titolare di Carioca, la ditta fornitrice, e detentore della licenza per l’araldica della Marina Militare. L’etichetta, specializzata in capispalla, camiceria e pantaloni, nell’ultimo anno è cresciuta del 4 per cento con una copertura ben consolidata in Italia, in particolare nel Centro Sud con un monomarca a Taranto, ma anche all’estero tra Cina, Francia, Spagna, Grecia, Taiwan ed Emirati Arabi. È presente in circa 400 negozi multimarca in tutto il mondo, con corner dedicati da Coin.

L’accordo rappresenta anche l’unione di due aziende che hanno fatto la storia del settore tessile-abbigliamento in Italia e che hanno visioni simili su strategie e mercati. Entrambe poi sono due realtà a conduzione famigliare con una lunga tradizione imprenditoriale alle spalle. La carpigiana Migor è stata fondata nel 1931 da Minervo Gorgò e dagli anni Cinquanta è guidata dal figlio Roberto, attuale presidente, che ha dato un’importante svolta all’azienda specializzandola nella produzione e distribuzione di prodotti di camiceria uomo. Nel tempo sono entrati nell’impresa di famiglia anche i quattro figli: Fabio, vicepresidente e direttore della produzione, Daniele, alla direzione del prodotto, Stefano al controllo di gestione e Andrea nel comparto amministrativo. Migor sviluppa un fatturato di oltre 9 milioni di euro con i tre marchi di proprietà Webb & Scott co., Philo Vance e BluSalina che coprono diverse fasce di mercato nella camiceria, dallo stile classico e formale, fino all’informale e allo sportswear. Facib, fondata nel 1959 da Luigi Cortesi (oggi affiancato dai figli Patrizia e Massimo), è specializzata nella realizzazione di capispalla, camiceria e pantaloni e l’anno scorso ha fatto registrare un fatturato di 26 milioni di euro suddivisi nei suoi quattro business: Armata di Mare (di cui è proprietaria), Invicta (della quale detiene la licenza a livello mondiale per abbigliamento e calzature uomo, donna e bambino), Waimea (brand di sportswear che produce in licenza dallo scorso giugno) e lo store multimarca di oltre mille metri quadrati presente in azienda.

«Questo accordo copre un lungo arco temporale perché le due società si fidano l’una della altra – spiega Emilio Inserra, da dieci anni responsabile commerciale di Migor –. Parliamo di due aziende che condividono gli stessi valori e principi, entrambe a conduzione famigliare: Migor è alla terza generazione e può essere considerata una delle aziende più longeve nel panorama italiano tessile-abbigliamento. E poi, dopo l’esperienza con Navigare, torniamo a produrre e commercializzare su licenza, accanto ai nostri marchi di proprietà». La prima collezione Armata di Mare affidata a Migor è quella dell’autunnoinverno 2019-20, che sarà presentata al prossimo Pitti Uomo di gennaio, dove Migor sarà presente anche con il suo stand del marchio di proprietà Webb&Scott co. In un comunicato congiunto, le due aziende hanno espresso reciproca soddisfazione per questa nuova partnership. “L’intesa raggiunta con Facib – afferma il presidente Roberto Gorgò – ha per noi un significato molto più importante di un semplice accordo di licenza. Segna l’inizio di un percorso condiviso da due storiche aziende, che fondano il proprio know how in valori comuni, per competere in stretta sinergia negli scenari internazionali dei prossimi anni”.

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