Quando il fluire del Po si fa ispirazione artistica

A Ferrara, Pittori fantastici nella valle del Po curata da Vittorio Sgarbi

Quando il fluire del Po si fa ispirazione artistica

“Una mostra dell’arte peculiarmente padana”. Così Vittorio Sgarbi, presidente di Ferrara Arte, ha definito “Pittori fantastici nella Valle del Po”, un itinerario artistico alla scoperta del fiume più lungo d’Italia inaugurata a inizio mese e allestita fino al 27 settembre al Padiglione di Arte Contemporanea di Ferrara. L’esposizione presenta una cinquantina di opere realizzate da 42 artisti contemporanei che conducono i visitatori attraverso le terre e gli immaginari legati al Po, dalla sorgente alla foce. “La mostra presenta motivi di richiamo diversi e di diversa specie – annota l’assessore alla Cultura di Ferrara Marco Gulinelli nell’introduzione del catalogo che accompagna l’iniziativa –: oltre alla grafica, oltre alla pittura, attraversando la storia del cinema, con Rossellini, Antonioni e Vancini; la letteratura, con Bachelli, Zavattini e Soldati e la fotografia, con Ghirri, Zannier e Strand.

È indubbio vi sia una matrice linguistica che accompagna l’allestimento curato da Camillo Langone e questa va cercata in quell’area geografica che porta a termine un grande affresco: il Po e il suo Delta. Una mostra che parla di umanità, di storia di uomini e di uomini nelle cose. Un evento espositivo – conclude – che sottolinea l’importanza assoluta dello spazio culturale di un territorio geografico chiamato Padania”. Al Padiglione d’Arte Contemporanea di Ferrara confluiscono così 41 pittori e uno scultore, tutti nati o residenti in prossimità del Po. Tutte le opere esposte sono legate al territorio: alcune erano già esistenti, altre sono state realizzate appositamente per ricreare il nesso umano tra luoghi e collezionismo. Città, paesi, ponti, chiese, parchi, risaie, pesci, santi patroni, personaggi di Ovidio e dell’Ariosto o della vita moderna vengono celebrati attraverso la pittura e la scultura.

“La Valle del Po è la definizione geografica e poetica (alla maniera di Mario Soldati) che mi sembra tuttora la più valida per dire l’intero bacino dal Monviso al Delta e che non è tutto Pianura Padana, vista la parte iniziale montagnosa – scrive il curatore Camillo Langone –. Pertanto è più di una mostra contemporanea: è una mostra d’arte vivente, come tutti i suoi 42 protagonisti (alcuni giovani, alcuni vecchi, alcuni di età intermedia: tutti attivi e brillanti). È molto più di una mostra d’arte genericamente italiana o ancor di più genericamente internazionale: è la mostra dell’arte padana. Bellezza che, in questa forma, non potrebbe esistere altrove”. Il catalogo della mostra è arricchito da un contributo storico-critico di Lucio Scardino sul paesaggismo nel Ferrarese, la provincia dove, per l’appunto, termina il corso del Po e in cui – quasi emblematicamente – è stata allestita la mostra. Si tratta di una intensa carrellata lunga più di un secolo, che va dalle vedute pontesane di Droghetti e Forlani alla geniale sintesi operata dal grande De Pisis passando per Funi, la Quilici, Cattabriga e Silvan, fino ad arrivare alle opere dei sette artisti della zona scelti per la rassegna.

177 visualizzazioni