Il cuore delle macchine tra forza e alienazione

È il tema, ripreso dall'ultimo libro di Bodei, del prossimo FestivalFilosofia

Il cuore delle macchine tra forza e alienazione

È dedicata a Remo Bodei, filosofo e docente all’Università della California scomparso lo scorso novembre, la ventesima edizione di Festivalfilosofia che si terrà tra Carpi, Modena e Sassuolo dal 18 al 20 settembre. Bodei è stato uno dei principali animatori della rassegna alla quale ha partecipato per ben 18 edizioni consecutive e proprio al suo pensiero – sulla scia del suo ultimo libro “Dominio e sottomissione. Schiavi, animali, macchine, intelligenza artificiale” pubblicato nel 2019 da Il Mulino – è ispirato il tema di quest’anno, vale a dire “Macchine”. Tema che nel logo di quest’anno è rappresentato dall’immagine di un cuore artificiale rosso fiammante, oggetto tecnico esibito come un’opera d’arte. “Sarà un festival dal vivo che tuttavia si terrà adottando tutti i protocolli e i dispositivi previsti dall’emergenza Covid-19, per garantire la massima sicurezza di pubblico e operatori” hanno più volte ribadito gli organizzatori del Consorzio per il Festivalfilosofia (di cui sono soci i Comuni di Modena, Carpi e Sassuolo, la Fondazione Collegio San Carlo di Modena, la Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi e la Fondazione di Modena) alla conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa che si è svolta nella doppia formula: “in presenza” nella sede di palazzo dei Musei di via Largo Sant’Agostino a Modena e in diretta streaming. La partecipazione alle lezioni avverrà esclusivamente tramite prenotazione online a partire dal 18 agosto, un mese prima dell’inizio della manifestazione. L’accesso alla piattaforma di prenotazione sarà possibile dal sito di Festivalfilosofia.

Il format prevede come sempre lezioni magistrali, mostre, spettacoli, letture, attività per ragazzi e cene filosofiche. Gli appuntamenti saranno quasi 150 (tutti gratuiti) e coinvolgeranno 42 ospiti grazie al sostegno di un budget di 820 mila euro. Piazze e cortili ospiteranno oltre 40 lezioni magistrali in cui grandi personalità del pensiero filosofico affronteranno le varie declinazioni del tema, per far emergere le sfide poste da innovazione tecnologica e intelligenza artificiale a varie sfere del pensiero e dell’azione, dal lavoro alla salute, dalla politica alla vita di relazione, discutendone le prospettive e le implicazioni sociali ed etiche. L’edizione 2020, mentre conferma lo stretto legame con i maggiori protagonisti del dibattito filosofico, presenta diciassette voci nuove. Tre quarti degli autori stranieri sono al loro debutto al festival. Tra i protagonisti ricorrenti si ricordano, tra gli altri, Enzo Bianchi, Massimo Cacciari (new entry del Comitato scientifico del festival insieme a Barbara Carnevali), Roberto Esposito, Maurizio Ferraris Umberto Galimberti, Michela Marzano, Stefano Massini, Salvatore Natoli, Telmo Pievani, Massimo Recalcati, Silvia Vegetti Finzi e Stefano Zamagni. Tra i “debuttanti”, Alessandro Aresu, Michele Di Francesco, Barbara Henry, Mark O’Connell, Jeffrey Schnapp.

Se le lezioni magistrali sono il cuore della manifestazione, un vasto programma creativo (ancora in corso di definizione) coinvolgerà performance, musica e spettacoli dal vivo. Tra i partecipanti: la regista carpigiana Liliana Cavani (in una conversazione sulla sua opera), Federico Buffa (in un recital su “2001 Odissea nello spazio”), Marco Paolini (in un reading da “Le avventure di Numero Primo”). Oltre venti le mostre proposte in occasione del festival, tra cui la personale di Quayola prodotta da Fondazione Modena Arti Visive. A Carpi una mostra ai Musei di Palazzo dei Pio ricostruisce l’opera di Bernardino Ramazzini, mentre a Sassuolo una personale di Nani Tedeschi è dedicata alla simbiosi tra il pilota e la macchina.

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