Fine estate e fine Morelli: Notte Bianca e centro con nuovi protagonisti

Commercianti associati in Carpi C’è

Fine estate e fine Morelli: Notte Bianca e centro con nuovi protagonisti

La notizia non è solo che sabato 7 settembre avrà luogo la Notte Bianca, ribattezzata “Di fine estate”, ma soprattutto che nasce “Carpi C’è-Amici del centro storico”, associazione composta da circa 190 esercenti attivi nel cuore della città. L’associazione – che esisteva già da un po’, ma solo nella forma di una chat tra i negozianti – si è presentata a fianco dell’Amministrazione, a testimoniare la sinergia che le ha legate nel programmare l’evento. Il gruppo non è del tutto nuovo, anzi: nel tempo ha assunto diversi volti, nel tentativo di darsi un’identità che probabilmente solo oggi ha trovato i suoi contorni definitivi o, quanto meno, utili a pesare di più rispetto al passato. Tramite Carpi C’è i commercianti d’ora in poi avranno infatti una voce più autorevole nella ideazione di eventi così come nelle decisioni riguardanti interventi e opere con ricadute dirette, positive o negative, sulle loro attività.

Facciamo un passo indietro. Sul finire degli anni Novanta era Carpi Centro l’associazione che li raggruppava. Il gruppo era consapevole dei successi ottenuti, ma anche critico nei confronti dell’Amministrazione comunale e delle associazioni di categoria, alle quali rimproverava di non affiancare adeguatamente l’Associazione o di non fare nulla per l’eterno problema dei parcheggi. Nel 2006, Carpi Centro cambia forma e diventa ConCarpi, consorzio di promozione del centro storico di cui entrano a far parte Comune e associazioni di categoria del commercio, mentre i negozianti figurano come “ospiti”. Carpi C’è in quegli anni diventa il nome di una festa, la notte bianca, nata sulla falsariga dell’evento più famoso della Riviera adriatica, la notte rosa. Nel 2012 acquista un significato che va oltre il puro intrattenimento: il terremoto ha squassato la città e si sente forte la voglia di tornare alla vita di prima. La notte carpigiana diventa così il simbolo della rinascita. La cronaca ci porta ai giorni nostri. Sul finire del 2018, per effetto del Carpigate, ConCarpi si scioglie e al consorzio succede il limbo nel quale è germogliata la nuova Carpi C’è, che torna a essere il nome di un’Associazione intenzionata a conferire nuovo appeal al centro. Così si chiude definitivamente l’“era Morelli”: nuovo format, nuovi nomi e nuove facce (non saranno più, probabilmente, i soliti volenterosi e noti a farsi promotori e divulgatori delle diverse iniziative: il prossimo 9 settembre gli esercenti si riuniranno per scegliere i propri portavoce).

«Si tratta di un cambio di mentalità volto a costruire insieme una promozione adeguata a quel che Carpi è oggi, valorizzandola anche come una meta turistica», afferma l’assessore Stefania Gasparini. Questa volta non compariranno nel gruppo le associazioni di categoria: non più associazione “mista”, come ha sottolineato Gasparini, ma “pura”, in quanto composta solo dai negozianti. Questi ora desiderano assumere un’identità più definita rispetto a quella di “ospiti” del consorzio: un banco di prova importante sarà la ripresa del discorso riguardante la Ztl in merito alla quale il sindaco Bellelli ha detto che la pagina del Pums (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) e del Pair (Piano Aria Integrato Regionale) è tutta da riscrivere insieme agli stessi esercenti. Altra novità, non meno importante, le cifre impiegate per la notte bianca. L’Amministrazione ha affidato il coordinamento degli eventi a Edicta, la stessa utilizzata per l’edizione di giugno, a un costo di 7 mila 400 euro. A questi vanno aggiunti altri oneri sostenuti sempre dal Comune: i 12 mila 200 euro per l’organizzazione degli artisti di strada, mille di spese accessorie per la sicurezza e 4 mila 500 euro per gli steward: in tutto, 25 mila euro. Un anno fa ne era costati 60 mila: altri tempi e altri protagonisti.

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